Nel 1875, il Parlamento deliberò e finanziò la costruzione dei famosi "muraglioni" di arginatura, con l'occasione, si decise di portare a termine una più radicale opera di risanamento, che si concretizzò nel radere al suolo praticamente ogni edificio del vecchio ghetto e nella creazione degli attuali quattro isolati.
Dopo il 1870, gli ebrei romani hanno stabilito la loro residenza anche in altre zone della città, pur mantenendo un attaccamento particolare per la vecchia area del ghetto, all'interno del quale, o nelle sue immediate vicinanze, sono tuttora situati i principali punti di riferimento della comunità ebraica romana.
All’interno del ghetto si trova infatti Il Tempio Maggiore, principale sinagoga di Roma, una delle più grandi d'Europa, fu costruito tra il 1901 e il 1904 su uno dei quattro lotti di terreno ricavati demolendo le più fatiscenti aree del Ghetto. Ma il ghetto ebraico è anche i l lugo che ossessiona Davide Veroli protagonista del film “”La finestra di fronte” di Ferzan Ozpetek, i ricordi del rastrellamento del ghetto lo tormentano portandogli alla mente un grande amore spezzato dall’incedere della guerra e le sue leggi razziali.
E’ un luogo che conserva intatte le sue tradizioni, soprattutto quelle culiniarie, il ghetto che perfettamente integrato alla cucina tipica della capitale anche la storica cucina Kosher, che ha radici nella tradizione biblica che si tratti dei croccanti carciofi alla giudia, ai bizcochos de huevo sono delle ciambelle di delicata pasta frolla all’olio, decorate con profumati semi di sesamo, che si possono regalare ad amici e parenti.
Giada martemucci 5 aprile 2016