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RICCHEZZE ITALIANE

di Anita D'Asaro

Aveva studiato a Londra e, dopo aver lavorato in quel paese per alcuni anni ed essendo stato introdotto presso alcuni ricchi viaggiatori che si recavano in Italia, si convinse che era arrivato il momento di aprire un albergo in patria che rispettasse gli standard europei. La maggior parte dei Grand Hotel italiani aprirono tra il 1861 e il 1870, dopo l'unità d'Italia. Altri aprirono alla fine del secolo in linea con il resto d'Europa. Pisa gli sembrò un posto ideale: l'Università, la Torre di Pisa, la prima ferrovia Toscana, la vicinanza con il porto di Livorno lo convinsero all'avventura.
L'attuale proprietario, Nicola Piegaja, racconta che la sua famiglia su questo albergo ha sempre speso. Dal 1837 è rimasto così come appare ora con piccoli ma significativi restauri che hanno rispettato sempre l'originale. “Adesso per rifare le finestre abbiamo trovato un artigiano che riesce a fare degli infissi anti rumore perfettamente simili agli originali nell'aspetto. Stiamo anche facendo dei saggi per recuperare gli affreschi”. L'albergo era infatti interamente affrescato ma durante l'ultima guerra fu affittato prima ai tedeschi e poi agli americani che, giudicandolo igienicamente inadatto, coprirono tutto con una mano di calce che desse un'aria di pulito.... “In qualche modo però quegli affreschi così sono stati preservati”, si consola il signor Piegaja.
Il Royal Victoria Hotel è vincolato dal Ministero dei Beni Culturali. L'albergo include un palazzo del XIV secolo, una torre del X secolo, tre torri dei secoli XI e XII, due case-torri, una Domus (chiesa alto medievale) con il suo chiostro, due edifici residenziali del XVIII secolo. Una piccola parte fu distrutta durante la II Guerra Mondiale e venne ricostruita nei primi anni '50. Incredibilmente rispetto a tanta storia, le 40 stanze hanno prezzi sono molto moderati.

Anita D’Asaro
21 ottobre 2014

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20 ottobre 2014 (Updated 29 ottobre 2026)

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