Passa al contenuto

FERMIAMOCI ED ASCOLTIAMOCI

di Sira Sebastianelli

È sufficiente pensare a quante informazioni si devono decodificare nell’arco di una giornata per prendere decisioni di vario tipo riguardanti, per esempio, la propria salute, oppure per la risoluzione di problemi pratici e familiari che richiedono a volte anche rapidità di scelta. Le conseguenze dei ritmi da sostenere per inseguire le varie incombenze, lasciano spesso traccia nella sfera emotiva, che modifica anche l’umore, e non sempre se ne riconduce la causa scatenante all’affanno, prodotto dalla sovra stimolazione subita nel tempo. A questo punto, fermarsi diventa una necessità, che consente di ascoltarsi e riprendere il ritmo della propria esistenza in modo più confacente a sé stessi e lasciare decantare quanto assimilato nel corso dei mesi precedenti, per fare spazio al nuovo che giungerà. L’ascolto di sé può essere aiutato dall’ascolto del proprio respiro, che diventa la misura di come si sta vivendo in quel momento la propria esistenza, potendo intervenire per rallentare e per approfondire. Gli over sentono molto, a volte, la pressione degli accadimenti che si traduce nell’accelerazione del ritmo della vita, nel timore di arrivare in ritardo e di non fare in tempo, quando in realtà la ponderazione è sempre una risorsa che aiuta a trovare il ritmo giusto per sé e raggiungere l’obiettivo. Il rispetto di sé passa anche attraverso l’ascolto dei propri ritmi e del proprio tempo, possibile solo se ci si ferma un attimo, senza paura, per sintonizzare l’orologio interno con quello esterno, riuscendo a vivere armonicamente con leggerezza, che non vuol dire con superficialità.
Sira Sebastianelli psicologa-psicoterapeuta

Archivio

Scritto da

4 dicembre 2016 (Updated 29 ottobre 2026)

Archivio