Qualunque cambiamento di sé si abbia in mente, questo richiede un progetto di base da cui partire perché si concretizzi. Il progetto ci dà l’idea del tempo utile per raggiungere la meta e di quante risorse si devono impiegare, come, per esempio, la pazienza, la costanza, la perseveranza, la fiducia, senza dimenticare il bisogno da cui è scaturito il desiderio. Piccolo accorgimento per non lasciar cadere nell’oblio il proponimento per il nuovo anno, è renderlo possibile disattivando il pensiero magico che rende tutto facile nella fantasia, quanto impossibile nella realtà. In effetti, quando si esprime un desiderio, si sconfina spesso nell’idea che tutto sia possibile e allora si spiccano voli pindarici destinati a precipitare presto nel fallimento. Il sostegno, quindi, ai buoni propositi arriva dall’adeguamento della meta da raggiungere alle proprie effettive possibilità. Se, per esempio, lo scopo è camminare di più rispetto a quanto già accade, è consigliabile prefiggersi cinquecento metri in più piuttosto che i cinque chilometri immaginati, ponendosi nella condizione di poterlo realmente raggiungere nella gratificazione e nella maggior motivazione. In fondo, non serve il genio della lampada di Aladino per realizzare i desideri perché ognuno di noi ha dentro di sé un genio ancora più magico, che realizza i desideri un po’ alla volta tra concretezza e senso di realtà.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta
17 gennaio 2017