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65 PER RICOMINCIARE: ITINERARI DI PRIMAVERA

di Anita D'Asaro

Quando alla fine dell'epoca pliocenica, il fondo dell'attuale Valdarno cominciò lentamente a sprofondare, le acque di scorrimento superficiale, non potendo defluire, formarono un lago che pian piano occupò tutta la valle. Durante la prima fase lacustre il clima era simile a quello che oggi ritroviamo nelle lussureggianti foreste tropicali, come testimoniato dai ritrovamenti fossili di piante e animali oggi conservati nel museo Paleontologico di Montevarchi, tra tutti lo scheletro completo di un dinosauro. E' comunque nella seconda fase lacustre del bacino valdarnese, tra due milioni di anni fa e centomila anni fa che, trascinati dai corsi d'acqua che scendevano dal Pratomagno si accumularono nell'antico lago o in prossimità di esso i materiali, argilla alla base e poi sabbie e ciottoli che noi oggi possiamo osservare nelle pareti delle Balze. Il continuo trasporto di sedimenti prodotti dalla disgregazione delle rocce operata dagli agenti atmosferici dalle zone più elevate verso il lago ne determinò il progressivo riempimento. Si venne pertanto a creare un'ampia pianura estesa per tutto il bacino. L'attuale superficie dell'altipiano valdarnese è ciò che ancora oggi rimane della vecchia superficie colmata. Estintosi il lago, si formò un reticolo idrografico, con un corso d'acqua principale che scorreva nel centro della pianura e una serie di affluenti trasversali. Cominciò così una nuova fase della storia geologica del bacino valdarnese, quella  erosiva. Infatti a valle i terreni erano a quote inferiori rispetto alla pianura del Valdarno e così l'Arno e i suoi affluenti iniziarono l'opera di smantellamento dei terreni accumulatisi in precedenza. I terreni che avevano riempito il lago e formato l’ ampio tavolato vennero via via scavati e si formarono valli piccole e grandi. Il corso dell'Arno si abbassava progressivamente . Miliardi di tonnellate di terra venivano continuamente trasportate, rimosse. L'attività erosiva modellò i terreni formando colline tondeggianti e pareti verticali, le balze, dove si incontrava  terreni più resistenti all'erosione.
Le Balze e Leonardo da Vinci.
Le Balze furono addirittura oggetto di studi per Leonardo da Vinci e ad esse il Genio si ispirò per creare lo sfondo di alcuni dipinti famosissimi come nella Gioconda, nella Madonna dei Fusi  e nella Vergine delle Rocce . Leonardo, infatti, tra le sue numerose attività, fu anche attivo nel settore dell’idraulica e grande cartografo. Ha realizzato infatti le carte del Valdarno e della Valdichiana oggi conservate alla Royal Library di Windsor.
Sul grande altopiano che  sovrasta  le balze troviamo  paesi e frazioni: Laterina, San Giustino, Loro Ciuffenna, Montevarchi, Persignano, Piantravigne, Castelfranco di Sopra, Pian di Scò, Reggello.
Continua…

Anita D'Asaro
7 maggio 2014

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6 maggio 2014 (Updated 29 ottobre 2026)

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