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UNA APP PER LA COSCIENZA

di Sira Sebastianelli

Eppure, solo trent’anni fa non c’erano ancora i cellulari o comunque non erano così diffusi, i computer erano abbastanza rari e ancora non connessi e l’ansia di perdersi o di non sapere se un ristorante fosse aperto non c’era. Oggi è tutto app, e va benissimo così, però la coscienza, cioè la consapevolezza profonda di conoscenze che possano strutturarsi dentro di noi per farne un magazzino, un archivio della memoria a cui poter ricorrere in caso di necessità è sempre più a rischio. Il ‘900 è stato il secolo della memoria, in cui si ricordavano i nomi delle strade, i numeri telefonici i compleanni e gli anniversari e l’ora della pillola, oggi i supporti tecnologici hanno prodotto la perdita di capacità mnemoniche oltre che di orientamento e sempre più si è dipendenti dalla nuova app che ogni giorno arriva sul telefonino come una medicina! Diventa sempre più difficile prendere decisioni per paura di sbagliare e non fare la cosa giusta e allora si naviga nell’etere per trovare affannosamente una rotta per agire nel reale rimanendo però spesso bloccati dal dubbio. La vita che scorre sul filo virtuale della connessione costituisce un confine tra passato e futuro, tra vecchi e giovani, tra analfabeti digitali e nativi digitali, creando una divaricazione che si potrebbe evitare se si tornasse a pensare che l’unica materia grigia su cui fare affidamento e leva è il nostro cervello, uguale per tutti nelle capacità e nelle potenzialità, custode del pensiero, unico elemento distintivo di coscienza che non ha età e complessi di inferiorità……digitale!

Sira Sebastianelli psicologa psicoterapeuta 6 settembre 2016

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4 settembre 2016 (Updated 29 ottobre 2026)

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