L’età over, per motivi cronologici, ancor di più pone di fronte alla mancanza del padre e ancor di più necessita dell’attivazione della funzione paterna, per continuare a camminare nella vita, con la forza impressa da quella figura genitoriale che ha segnato la strada. Solo nello scorrere del tempo si acquisisce la lucidità di valorizzare la funzione interiorizzata del paterno, spesso relegata a un ruolo di secondo piano rispetto alla funzione materna. In fondo, le ricorrenze, come la Festa del Papà, dovrebbero avere lo scopo di focalizzare l’attenzione su aspetti di sé che diversamente passerebbero inosservati, per riscoprirli e potenziarli, affinché si attivi la consapevolezza che nella vita si nasce figli e si diventa padri o madri, ma anche padri e madri di se stessi, per poter meglio affrontare e superare le tempeste della vita anche quando non c’è più la mano cui aggrapparsi per rialzarsi in piedi o per sorreggersi se si vacilla.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta