Il tempo cronologico non corrisponde al tempo interiore, quindi è necessario che ci sia il rispetto della soggettività del dolore, senza cercare scorciatoie o anestetici. L’emozione che si lega ai ricordi richiede anch’essa di un tempo che ne possa alleviare l’intensità, per consentire di lasciare cadere lo sguardo nei luoghi della memoria senza esserne sopraffatti. Novembre è anche è il mese delle foglie che cadano dai rami degli alberi, per iniziare il loro un nuovo viaggio affidandosi al soffio del vento.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta