Per ricordare un giorno piacevole, in genere, è sufficiente guardare una fotografia, ripensare alle persone con cui si è condiviso il momento o tornare nei luoghi evocativi dell’ evento significativo, ma per ritrovare un profumo, che non si trova in natura se non miscelato ad altri odori, ma, soprattutto, alle emozioni che sono sempre uniche e irripetibili, come si fa? I luoghi della memoria sono infiniti, spazi impalpabili che abitiamo ogni qual volta evochiamo un’immagine o un’esperienza vissuta, un flusso di ricordi difficile da districare per estrapolare quello specifico engramma mnemonico, cercato come se si frugasse nelle tasche della vita. Sicuramente più gli anni passano e più le tasche diventano profonde, al punto di far affiorare anche qualcosa di inaspettato. Proprio l’inaspettato fa temere la curiosità di frugare nelle profondità della psiche per timore di sofferenze antiche, ma è lì che non bisogna aver paura di andare, perché può essere un’occasione per riattivare percezioni olfattive che corredano un’emozione dove le tracce della vita vissuta possono ancora sorprendere.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta