Acqua e aria più correlate di quanto si pensi, elementi della Natura necessari, indispensabili alla vita, che è prioritario proteggere dai virus e dall’arroganza di chiunque non ne conosca e riconosca l’origine della vita, soffio intangibile, indescrivibile se non attraverso il respiro. Il naturale bisogno d’aria, a volte, si trasforma in fame d’aria, caratterizzante stati ansiogeni, con senso di oppressione che inchioda i polmoni al respiro corto, a volte anche causa di risvegli notturni angoscianti. Preoccupazioni, paure, dubbi, insicurezze si percepiscono attraverso il respiro, misura del tempo psichico che si sta vivendo e della tensione che ne consegue. Il respiro nel linguaggio musicale si rappresenta con la pausa, momento necessario per fermarsi e rientrare nel ritmo, con energia rinnovata, come nella vita, senza forzare ciò che per natura è addestrato a galleggiare e a resistere.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta