Se si procede, infatti, nella scoperta delle bambole russe, stipate all’interno della bambola madre, si giunge alla più piccola che chiude la sequenza ed è chiamata seme. Il seme da cui germoglia la vita rappresentata e prodotta in un continuum infinito di bambole, che fanno pensare al tempo che trascorre e deposita ricordi, sensazioni, emozioni. Immagini rassicuranti che aiutano a ritrovare fiducia nel futuro, anche attraversando un presente uguale a se stesso. Ecco forse spiegato perché ricorra la matrioska nel pensiero, immagine rappresentativa della memoria collettiva, che sembra sempre uguale, ma in fondo è profondamente diversa.
Sira Sebastianelli
Psicologa psicoterapeuta