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LE LUCI DI NATALE

di Ascania Baldasseroni

Sono allegra mentre penso alla tovaglia rossa per la sera di Natale, la guardo, è grande abbastanza per tutti noi, ma soprattutto è rossa cangiante e allegrissima. Sto facendo acquisti in una normalissima caotica giornata di dicembre, con i soliti pensieri lievi che cercano di farsi largo fra canzoncine e jingle scampanellanti. Sono in profumeria indecisa fra due profumi, annusando una mano e poi l’altra, quando squilla il telefono: è Paola, la mia figlia di Roma, sempre travolta dal lavoro: “Ti prego mamma, io non ce la faccio, vai a prendere le analisi di Maurizio prima che chiudano!”.
Esco velocissima dalla profumeria, senza comprare niente, corro per le strade affollate, carica di pacchetti e col fiato in gola ritiro le analisi di Maurizio, il mio nipotino di 15 anni, un bel ragazzo biondo, studioso e sereno. Pensavo che fossero analisi di routine e invece mi accorgo che sono ben altro, c’è qualcosa che non va, bisogna approfondire. Io sono laureata in medicina anche se non ho esercitato molto, perché siamo sempre stati all’estero, capisco che  tutti questi valori sballati hanno un altro significato. Mi fermo all’angolo della strada, i pacchetti mi scivolano da tutte le parti: rileggo, ho il cuore in gola e non so come dirlo a mia figlia.
Non è possibile mi dico, mio nipote è malato! Le luci, i cori, i figuranti vestiti da Babbo Natale, tutta quella surreale euforia mi precipita addosso. Il cuore mi scoppia: “Non è vero, non è vero. Non a Maurizio!” Mi chiudo in auto, i pacchetti si sparpagliano, colorati, sui sedili, voglio lasciar fuori il resto del mondo e urlare: “No, no, non è possibile e non è giusto, io che a quasi settant’anni sto bene, cerco di apparire giovane, penso a cose frivole, a tavole apparecchiate, al tacchino croccante, quando mio nipote ha una malattia gravissima e potrebbe non farcela! Comincio a piangere, la mia vita è cambiata in un attimo, tutto il resto perde i contorni. Fuori il mondo, seguita a impazzire, le canzoni di Natale riempiono l’aria, tutti parlano di cibo. Devo avvertire mia figlia, ma non trovo le parole. Glielo dirò a voce, andrò a trovarla dopo, così l’abbraccerò.  Metto in moto, non vedo niente. Chiusa in macchina penso che da oggi la nostra vita è cambiata, ci sarà un solo  obiettivo, salvare Maurizio. Il mio tempo sarà solo per lui e la sua mamma, chiudo gli occhi accecati dalle lacrime. I negozi stanno chiudendo, la folla è sparita, ormai la strada è deserta: rimangono solo gli zampognari e le loro tristi canzoni. Comincio a guidare: la strada sarà lunga ma ce la faremo!

Ascania Baldasseroni
2 dicembre 2014

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30 novembre 2014 (Updated 29 ottobre 2026)

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