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UNA VALVOLA PER LA VITA

di Anita D'Asaro

 

Professor Chiariello, ci spiega cosa accade alle nostre valvole dopo una certa età?

“”Va precisato – afferma il prof. Chiariello - che le valvole in effetti possono essere sede anche di patologie congenite, presenti quindi fin dalla nascita. Tuttavia con l’allungamento della vita si incontrano con frequenza molto maggiore le malattie valvolari dell’età avanzata e della senescenza. Queste sono legate o all’usura con alterazioni fibrocalcifiche dei tessuti valvolari o alla degenerazione e lassità degli stessi. Nel primo caso l’orificio valvolare tende a restringersi (stenosi), nel secondo a sfiancarsi e allargarsi (insufficienza).””

 

Professore, quali sono le tecniche usate fino ad oggi e quali i progressi fatti?

“”La chirurgia delle valvole – ci conferma il prof. Chiariello - ha subito una grande evoluzione negli ultimi cinquanta anni: dalla normale toracotomia si è passati, nei casi indicati, alle minitoracotomie, le protesi valvolari sono progredite e si sono diversificate nel design e nei materiali di costruzione, da quelle a alto profilo e ingombro, si è passati a quelle a basso profilo, dalle protesi meccaniche in carbonio alle protesi animali (biologiche) porcine e poi bovine. La chirurgia riparativa ha sempre più frequentemente soppiantato la chirurgia sostitutiva. Attualmente inoltre si sta espandendo l’uso, specie per la valvola aortica, di tecniche di impianto di protesi o di riparazione percutanee.””

 

Professore Chiariello, possiamo pensare che in un futuro prossimo avremo una valvola per la vita?

 “”Per rispondere alla sua domanda – conclude il prof. Chiariello – una valvola ideale per la vita forse non l’abbiamo ancora in senso assoluto: in effetti le valvole meccaniche in carbonio possono prevedersi durare tutta la vita, ma necessitano anche di una fastidiosa e potenzialmente pericolosa anticoagulazione a vita e le valvole biologiche, che non hanno bisogno assoluto di anticoagulazione, durano circa 20 anni.

Una valvola che duri a tempo indeterminato e che, come le naturali, non necessiti di alcuna anticoagulazione, è l’obiettivo a cui sta lavorando l’ingegneria tissutale e che sembra prossimo alla realizzazione.””

 

 

 

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3 novembre 2018 (Updated 29 ottobre 2026)

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