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UNA NUOVA VITA LAVORATIVA PER GLI OVER 60

di Anita D'Asaro

Lo interrompo: “Però quelle economiche contano molto…”.  Risponde con pazienza alla mia facile obiezione. ”Le risorse economiche ti danno più possibilità, ma ce ne sono altre come le reti di relazioni e le conoscenze che ognuno di noi ha sviluppato nella vita e anche le competenze e le esperienze. Naturalmente conta anche la capacità individuale: chi ha più iniziativa avrà più possibilità di chi resta ad aspettare. Un altro aspetto importante è individuare quali sono i bisogni per il proprio futuro in modo da trovare la soluzione giusta”.
Insisto dubbiosa: “Ma quali sono i lavori che un ‘over’ può fare?”  Risponde serafico Enrico Oggioni: “Non esistono lavori ad hoc o impedimenti, vanno bene tutti i lavori tranne forse quelli che richiedono un certo sforzo fisico come lavorare in piedi, o i venditori che normalmente devono fare in auto 50.000 km l’anno. Ci sono comunque alcune esperienze nuove anche nelle fabbriche come per esempio quella della  BMW dove hanno costituito dei reparti dedicati agli over 60 con  sedie ergonomiche e ritmi diversi  con intervalli più lunghi …La cosa che certamente gli over 60 devono scordarsi è il contratto a tempo indeterminato ma ciò può anche essere in linea con le esigenze dell’età”.
Gli chiedo se c’è distinzione tra uomini e donne nel trovare un nuovo lavoro in questa ‘seconda vita’. “C’è nei fatti. Le donne attive lavorativamente sono molte di meno. C’è da dire che, a quell’età, in Italia regge ancora molto il modello tradizionale per cui le donne si occupano dei nipoti e dei genitori anziani, cosa che a qualcuna piace e ad altre no. Per gli uomini non c’è lo stesso modello tradizionale che tiene e quindi gli uomini stanno cercando più riferimenti di quanto facciano le donne”. 
Torniamo al tema più generale del cambiamento e parliamo dell’inquietudine che porta a cambiare.
Così mi risponde Oggioni: “L’inquietudine che porta a cambiare è non considerarsi appagati dall’equilibrio in cui si vive o non soddisfatti della routine a cui si è abituati e, contemporaneamente, avere uno stimolo a cercare novità che soddisfino bisogni nuovi. E’ un’inquietudine che ormai non ti aspetteresti più e soprattutto non sai dove ti porterà. Ciò genera ansia e vitalità contemporaneamente”.
Vitalità, che bella parola per un ‘over’ !!

Anita D'Asaro
15 luglio 2014

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14 luglio 2014 (Updated 29 ottobre 2026)

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