La sua vita è una sfida alla diversità di genere che vede scelte artistiche molto azzardate a quell’epoca: dai Balletti Russi ai Futuristi alle opere di Pablo Picasso.
“Credo nell’eclettismo, bisogna intercettare le tendenze e i nuovi talenti” dice. Ma il suo essere innovatrice la portò inevitabilmente a scontrarsi con il fascismo. E fu la sua fine.
Non solo Mascagni che voleva diventare direttore del Costanzi, non solo suo marito ma soprattutto il fascismo e Mussolini, le sbarrarono la strada e la travolsero.
Morì in un incidente stradale nel 1928. Ma fu davvero un incidente?