Cosa possiamo fare per prevenire questo tipo di malattie?
Prof. Chiariello: “Evitare o correggere i fattori di rischio aterosclerotico: ipertensione, diabete, ipercolesterolemia, abitudine tabagica. Astenersi dal fumo, curare con norme igienico-dietetiche e eventualmente con farmaci, l’ipertensione e il diabete riducono enormemente il rischio di malattia aterosclerotica.”
E ora arriviamo al punto più importante. Lei ci ha già spiegato che la dieta mediterranea è ricca di polifenoli e quindi di nutrienti antiossidanti ma in quali alimenti si trovano i polifenoli? E quanto può influire la dieta mediterranea
nella prevenzione del rischio cardiovascolare?
Prof. Chiariello: “Sono ricchi di polifenoli la frutta, come gli agrumi, le ciliegie, i frutti di bosco, le noci, le mandorle, e inoltre le verdure come i pomodori, i broccoli, i cavoli, il radicchio, la cipolla, l’aglio e anche l’olio di oliva , il cacao, il tea.
Una corretta osservanza della dieta mediterranea riduce grosso modo a circa la metà (47%) il rischio cardiovascolare proteggendo dalla insorgenza delle due più temibili manifestazioni cliniche dell’aterosclerosi, l’infarto e l’ictus.”
Ci può spiegare in termini che siano il più possibile semplici il “meccanismo” della ricerca e qual è lo scopo della ricerca?
Prof. Chiariello: “Lo scopo principale del progetto di ricerca che proponiamo è la valutazione degli effetti riduttivi della dieta mediterranea sull’attivazione piastrinica mediata da meccanismi di stress ossidativo: i polifenoli di cui gli alimenti citati sono ricchi contrastano con il loro effetto antiossidante l’attivazione piastrinica e quindi potenzialmente l’aterosclerosi e le sue temibili manifestazioni cliniche. Infatti è noto che l’attivazione piastrinica gioca un ruolo fondamentale nell’occlusione acuta delle arterie, scatenando l’evento vascolare (infarto o ictus).”
La ricerca si svolgerà nei laboratori del Polo di Ricerca del Mediterranea Cardiocentro in Caserta, sarà coordinata dal Prof. Francesco Violi dell’Università La Sapienza di Roma e è aperta al contributo di specialisti cardiologi, epidemiologi, gerontologi, fisiopatologi cardiovascolari, specializzandi, studenti.