Professore ci può spiegare anche come e perché da un’epoca “interventistica” e piuttosto invasiva stiamo passando a interventi sempre meno invasivi e a scelte terapeutiche?
“Anche per le malattie valvolari cardiache sta accadendo quanto abbiamo visto accadere nei decenni passati per la malattia aterosclerorica ostruttiva delle coronarie: l’intervento chirurgico di bypass coronarico, che tante vite ha salvato ricostruendo le coronarie dei pazienti con segmenti di vasi prelevati al paziente stesso, è stato sempre più frequentemente sostituito dalla meno traumatica disostruzione della coronaria con un catetere a palloncino (angioplastica) inserendo all’interno del suo lume uno “stent” di dilatazione. Lo stesso sta accadendo con la terapia delle valvulopatie cardiache: interventi chirurgici sempre meno invasivi in mini o microtoracotomie, sostituzione o riparazione delle valvole mediante un catetere introdotto per via percutanea. E’ quanto è successo per la valvola aortica, è quanto sta succedendo anche per la valvola mitralica. La tecnologia è in continua evoluzione e lo scenario è destinato ancora a mutare”.
Prof. Luigi Chiariello
Cardiochirurgo
Presidente e Direttore Scientifico
Mediterranea, Struttura Ospedaliera a Alta Speci