E, invece, nelle primarie del New Hampshire ,stato considerato strategico, ha vinto proprio lui e con al suo attivo i voti degli under 30. Il giorno dopo su USA Today, uno dei giornali più popolari degli States, un articolo in prima pagina oltre a sottolineare come sia in campo democratico che repubblicano ci siano delle grandi divisioni, rileva che, per quanto riguarda Sanders, nessuno avrebbe scommesso su un senatore di 69 anni che nemmeno appartiene al partito democratico.
Stessa osservazione si può fare su Donald Trump miliardario di 74 anni che si presenta per i repubblicani e su cui nessuno avrebbe scommesso.
I successi di entrambi vengono fatti risalire alla attuale situazione degli Stati Uniti: Wall Street e quindi la finanza che controlla l’economia, le famiglie che si sentono minacciate da un mondo ‘pericoloso’ e, soprattutto, il sogno americano che esiste solo nei libri di storia e che non più una realtà per i ragazzi di oggi.
E quindi la scelta di candidati fuori dagli schemi tradizionali.
Ma i presidenti giovani che nel passato hanno conquistato l’America come John Fitzgerald Kennedy eletto a 44 anni e Barack Obama eletto per la prima volta a 48? Tutti noi abbiamo in mente l’America come il paese dei giovani i cui manager non superano i trenta-quaranta anni e i governanti sono altrettanto giovani.
E , al contrario, l’Europa ha un immagine di un continente vecchio sia per la generale età media sia per quanto riguarda chi lo guida. Ma allora che cosa sta succedendo? E’ la riscossa degli over 65?
Anita D’Asaro
16 febbraio 2016