Tornano i ricordi di Maria che si isola, non vuole andare più a scuola, piange, urla, aggredisce la madre, si ferisce da sola e tenta di ferire la madre esprimendo così il suo disagio. Ma per Silvana, Giorgio così fermo e sereno, rappresentava ogni sicurezza. L’aveva sposato da giovane e amato moltissimo. L’oscura morte dell’uomo le fa tornare a Roma, dove anni dopo, Silvana conosce un nuovo compagno, Antonio e organizza un pranzo per presentarlo alla figlia. Qui è come se la realtà si rovesciasse completamente, la sua bellissima, innocente bambina seduce, provoca il fidanzato della mamma sfidandola mentre lei rimane ancora una volta incapace di interrompere quel gioco perverso. L’innocenza perduta di Maria, il chiudere gli occhi della madre davanti a ogni evidenza, tutto si mescola e stravolge ogni certezza e questo romanzo che abbiamo divorato ci lascia, ancora una volta, senza fiato, senza certezze.