Ma c’è anche la natura con i grappoli di uva e le foglie di acanto e le storie tratte dalla Bibbia: nella terza colonna entrando a sinistra troviamo un Cristo benedicente poi un busto di San Pietro con in mano le chiavi e ancora San Paolo e Sant’Ambrogio. Dopo aver seguito il racconto di colui che si definisce un semplice custode della Pieve (non una guida, specifica con modestia) e che ci ha spiegatoi la ricchezza e i misteri dei capitelli romanici del XIII secolo, ci soffermiamo tutti insieme sotto al pulpito longobardo (VIII secolo). Ci colpiscono i dodici apostoli con le mani alzate ma ancora di più la colonna con un grande nodo che, ci spiega il custode, esprime il più grande mistero della fede, la Trinità di Dio.
La Pieve non ha finestre e si apre su un abside ricco di due loggette formate da piccole colonne con raffinati capitelli. Ma ci sarebbe ancora tanto da raccontare perchè la visita prosegue sottoterra alla ricerca degli ultimi scavi che hanno portato alla luce i resti di una prima chiesa del V-VI secolo e di un’altra chiesa a due navate.