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IL TELAIO MAGICO, di Giulio Maira

di Anita D'Asaro

Ma non solo l’arte e la bellezza di cui noi siamo circondati insieme all’armonia della natura fanno bene al cervello. Il prof. Maira, scova un esempio sorprendente: anche le equazioni matematiche ritenute belle da una serie di scienziati, attivano una parte specifica del cervello emozionale come ha dimostratoSemir Zeki, il fondatore della neuroestetica, e cioè una parte della corteccia orbito frontale mediale, la stessa che accende la grande pittura e la grande musica.

Quasi con amore Maira ci descrive l’anatomia del cervello e ci parla di meravigliose fibre neurali che gli ricordano “un paesaggio innevato sotto la luna…o un magnifico bouquet formato da quelle cellule del cervelletto dalle quali dipende la nostra capacità di agire in modo coordinato o altre bellissime immagini delle fragili cellule dell’ippocampo….”

La vista, il cervello, la mente, tutto è collegato. Ma non potendo raccontare tutto il libro, vorrei però ricordare: il capitolo sull’intelligenza artificiale.

John McCarthy, fu il pioniere di questa tecnologia  e l’UNESCO , ci ricorda Maira, definisce l’AI come ”ogni sistema che processa dati in una modalità che simula la cognizione umana.” Praticamente gli scienziati hanno cercato di costruire una macchina che riuscisse a competere e magari superare il funzionamento del cervello umano. Dice il prof. Maira: “Secondo molti, il futuro, o almeno il futuro più prossimo, vedrà un adattamento reciproco in cui l’uomo si relazionerà a modelli di AI sempre sempre più avanzati, ma in cui le tecnologie, benchè straordinarie, dovranno seguire scelte e strategie lasciate nelle mani dell’uomo, perché l’AI non solo non è un organismo estraneo al cervelloumano, ma questo, per ancora molto tempo, sarà punto di partenza di ogni forma del sapere possibile.”

Bellisssima  la dedica del libro alla moglie: “A Carla Vittoria, la cui presenza dà senso a tutto.”

 

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16 maggio 2023 (Updated 29 ottobre 2026)

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