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IL NONNO POWER

di Anita D'Asaro

Quale società si può permettere il lusso di buttare al vento tanta conoscenza ed esperienza?
Guardando i dati dell’Istat, elaborati da un ricercatore dell’Università Roma la Sapienza, si scopre che i pensionati oltre i 60 anni - che tra il 2007 e il 2012 continuano a lavorare - sono aumentati di 556mila unità arrivando a quota 1,9776.810. I 556mila sono così suddivisi: 241mila (+12,6%) di età compresa tra i 60 e i 64 anni e 315mila ultrasessantacinquenni (+3%). Nonostante questo incremento, il tasso di occupazione italiano resta basso per queste fasce di età: 42,7% contro il 59,8% dell’Inghilterra, il 60,8% dei Paesi Bassi, il 63,5% della Germania.
E in America , la patria del cosiddetto ‘giovanilismo’ cosa succede? Federico Rampini su Repubblica del 26 febbraio titola ‘Nonne for President’ un bell’articolo che parte dalla candidatura di Hillary Clinton per fare una breve analisi della società americana che lavora anche da ‘over’.
Dice Rampini che dai tempi di Ronald Reagan, che fu eletto presidente al suo secondo mandato all’età di 74 anni, l’America è cambiata in una direzione più favorevole alle Pantere Grigie. E sottolinea come, negli Stati Uniti, non esiste una lettura della crisi che veda i giovani come vittime di una società ‘ingessata e gerontocratica’. Lì, infatti, gli anziani lavorano sempre più a lungo: l’età pensionabile è infatti slittata dai 67 ai 70 anni.
E il Nonno Power potrà rivelarsi decisivo nel voto del novembre 2016 per la corsa alla Casa Bianca!

Anita D'Asaro
10 marzo 2015

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9 marzo 2015 (Updated 29 ottobre 2026)

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