Un 65enne di oggi, sembra infatti che abbia la forma fisica e cognitiva di un 40-45enne di 30anni fa e i dati demografici hanno confermato che in Italia l’aspettativa di vita è aumentata di 20 anni rispetto alla prima decade dell’800. Abbiamo intervistato Enrico Oggioni, presidente di Osservatorio Senior. Ecco cosa ci ha detto. “L’uso della parola vecchio è non solo improprio ma anche non gradito ai diretti interessati. I demografi usano sempre più il termine giovani anziani per coloro che hanno un’età che va dai 65 ai 75 anni. Storicamente il termine vecchio è stato accostato ad una situazione di declino, dipendenza e inattività ma oggi quella condizione non è più reale. Fin dalla pubblicazione del mio primo libro nel 2012, ho sempre usato la parola senior che, a livello internazionale, era già adottata. Comunque dal punto di vista terminologico si continua ad usare il termine anziano. Si è grandi anziani dopo gli 85 anni. Oggi sul mio sito ho pubblicato un’intervista a due geriatri che hanno fatto questa importante differenza: quello che conta non è l’età biologica ma la fragilità, il vero anziano è quello che risulta fragile.” Molto, molto vero.