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ANSIA

di Anita D'Asaro

Anche all'Università ho, in qualche modo, emulato il percorso di mia madre: ogni anno una borsa di studio e sempre il massimo dei voti. Forse quello per me è stato il periodo più felice della vita. Poi è venuto il lavoro e il meccanismo si è ripetuto con una ricerca assoluta del fare bene ed essere compensata più con le parole che con i fatti o il denaro.
Sempre con lo stesso meccanismo di ansia che mi spingeva a fare meglio. Ho sempre invidiato quelli del pensiero positivo, io che sono sempre in tensione per qualcosa! Finalmente ad aprile è uscita la notizia che due ricercatori olandesi, Meike Bartels e Philipp Koellinger, dopo aver analizzato il Dna di 300.000 persone, hanno scoperto che la felicità può dipendere dai geni ed hanno anche individuato quelli della depressione e di alcune nevrosi.
Naturalmente le ricerche andranno avanti perchè sembra che ci siano molti altri geni che hanno un ruolo nella sensazione di benessere che proviamo e che verranno studiati. Interessante il commento a questa scoperta di Sira Sebastianelli, psicologa: “La ricerca genetica potrà individuare i geni responsabili del malessere o del benessere psicologico di ogni esser umano, ma non potrà mai quantificare la misura che, per ogni essere umano, farà la differenza nel percepire il malessere o il benessere. Sono molte le variabili impegnate nel produrre quel filtro interiore che rende ogni persona così diversa da un’altra nelle sensazioni e nelle emozioni che percepisce e vive, al punto di rendere complessa, ipotizzo, una ricerca genetica finalizzata alla possibilità di uniformare i livelli massimi e minimi di tolleranza di uno stimolo doloroso o benefico.
Il bagaglio individuale di esperienze è multifattoriale e accompagna ognuno di noi nella vita, contribuendo a tradurre positivamente o negativamente gli accadimenti. Ciò induce a riflettere su quanto sia più utile parlare, per esempio, di persona felice e non di felicità, che avrà anche un gene corrispondente, ma non potrà mai determinarne la misura in termini di durata e di quantità”.

Anita d'Asaro
8 giugno 2016

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7 giugno 2016 (Updated 29 ottobre 2026)

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