Il percorso espositivo racconta simultaneamente due momenti della storia e mette a confronto due mondi e due culture: l'archeologia classica e l'archeologia industriale. Il risultato è davvero eccezionale. Il forte contrasto tra il marmo antico e gli imponenti macchinari industriali ha sul visitatore un impatto straordinario che esalta le due realtà, senza che l'una prevarichi sull'altra. I panneggi delle sculture, i mosaici, le turbine e i vecchi motori silenti rendono questo spazio unico al mondo. L'ordinamento evidenzia l'area di ritrovamento dei reperti, tra cui i resti degli antichi horti romani, attraverso una serie di raffinate scelte museografiche e di accortezze espositive che conservano la correttezza filologica anche nelle scelte più ardite. Oltre al suo fascino irresistibile, il museo ha un ruolo significativo nella riqualificazione di tutta la zona Ostiense Marconi che ospita anche il Mattatoio, il Gazometro, gli ex Mercati Generali e le strutture portuali. Un'operazione più che riuscita che meriterebbe l'attenzione del grande pubblico...
Giovanna Fazzuoli
20 gennaio 2015