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I TESORI DI ROMA: L’ACCADEMIA DI SAN LUCA

di Giovanna Fazzuoli

Se un tempo aveva principalmente un ruolo d’insegnamento, l’Accademia ha oggi un incarico di promozione culturale. Ma l’attuale ordinamento della galleria ha l’obiettivo di informare riguardo a quell’attività di promozione e formazione degli artisti che era un tempo la sua vera ragion d’essere.  Gli interventi di Borromini con la sua architettura in movimento ci accompagnano all’interno del palazzo, che ci accoglie con la sontuosa sala delle conferenze e in particolare con il famoso dipinto, attribuito a Raffaello, in cui S Luca dipinge la Vergine.  Entriamo così nella galleria e prima di tutto nella cosiddetta sala della didattica, che si apre con la terracotta di Pierre Le Gros, in modo da rendere chiari i principi che hanno guidato l’ordinamento, come una dichiarazione d’intenti del curatore. Si tratta di un omaggio a Clemente XI Albani, mecenate delle arti a Roma, che avrebbe istituito i famosi concorsi clementini, finanziando l’ingresso dei giovani artisti nell’Accademia. L’opera rappresenta le tre Arti (Pittura, Scultura e Architettura), che sono di pari valore secondo il principio dell’aequa potestas, e accanto a loro tre giovani che presentano i loro lavori relativi alle tre discipline. Si tratta di un cosiddetto “morceau de reception”, un dono dell’artista al suo ingresso in Accademia. La collezione esposta è infatti costituita di: ritratti degli accademici che si trovano appesi alla parete, prove concorsuali rappresentate dai bassorilievi esposti al centro della sala e donazioni da parte degli stessi accademici cui si aggiungono altre donazioni da parte dei collezionisti. Segue una sala che presenta il diverso modo di guardare all’antico di Canova e Thorvaldsen perché, come disse Argan, se uno lo studiò di più, l’altro se ne innamorò. Interessante è anche il cosiddetto Gabinetto Riservato che raccoglie straordinari nudi femminili, senza dimenticare i paesaggi che sono parte delle collezioni donate. Si tratta quindi di un percorso ben studiato che offre al visitatore validi strumenti per conoscere l’istituzione e il suo ruolo attivo attraverso i secoli e che merita un’attenzione particolare per la correttezza filologica e la chiarezza con cui è concepito il suo ordinamento.
Il mio invito è dunque ancora una volta quello di visitare questi luoghi che testimoniano il nostro interesse vivo per le arti e soprattutto, nel nostro piccolo, raccontare agli altri quali meraviglie nasconde il nostro paese.

Giovanna Fazzuoli
7 maggio 2014

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4 maggio 2014 (Updated 29 ottobre 2026)

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