Un esempio di buona sanità : il Mo.di.Ca di Montevachi in Toscana
Chi di noi non si è trovato in difficoltà nel dare assistenza ad un parente che ha subito un'operazione difficile o un ictus ? La realtà è che finchè i nostri cari sono in ospedale ci sentiamo protetti dalla struttura e dalla competenza del personale medico ma quando arriva il momento di farli tornare a casa spesso rimaniamo sgomenti di fronte alla necessità di gestire una situazione in cui è necessaria ancora una assistenza medico-infermieristica.
In risposta a queste esigenze i medici di famiglia da oltre due anni si sono resi disponibili a collaborare con l'Azienda Sanitaria Locale creando presso l'ospedale della Gruccia un reparto di ben 18 posti letto gestito dai Medici di Medicina Generale del territorio : è sorto il Mo.di.Ca. ,cioè il Modulo di Continuità Assistenziale che garantisce un passaggio meno traumatico tra la permanenza in ospedale e il ritorno a casa. Sono gli stessi medici dell'ospedale che, dopo aver risolto la fase acuta di un caso clinico come per esempio un ictus , contattano l'Agenzia per un eventuale trasferimento in Mo.diCa per un periodo di 7-10 giorni e talora anche di più permettendo cosi' al paziente di stabilizzarsi e alla famiglia di organizzarsi per la gestione domiciliare del proprio caro.
Diciotto sono i posti letto in questo reparto per un costo di circa un quinto rispetto allo stesso posto letto in ospedale.
L'Agenzia ( ACOT) che ,facendo da tramite fra ospedale e Mo.di.Ca , prende in carico la gestione del paziente è costituita da un assistente sociale che conosce il territorio, un infermiere ,il medico del distretto e il medico di famiglia, il tutto supportato dal dottor Franco Grifoni che in qualità di coordinatore del Mo.di.Ca oltre a seguire i suoi pazienti è ogni giorno disponibile all'interno del Reparto per tutti coloro che ne hanno bisogno.
''Dottor Grifoni elenco brevemente quali sono i suoi compiti all'interno del reparto : garantire la qualità dei percorsi assistenziali,assicurare il monitoraggio clinico complessivo del paziente,curare i rapporti per le problematiche cliniche del paziente con i reparti ospedalieri invianti e ,insieme con l' ACOT , verificare l'attuazione dei piani assistenziali concordati e i tempi di dimissione.
Mi sembra un lavoro enorme, come riesce a far fronte a questa mole di lavoro?
''Basta crederci ( le ristrettezze economiche riducono sempre più ai minimi termini il ricovero ospedaliero e la cronicità è in aumento) , sapersi organizzare la giornata e soprattutto dare disponibilità a chi ha bisogno di essere aiutato a creare il percorso più idoneo per il paziente e la famiglia.
Quando il paziente viene dimesso dal Mo.di.Ca, se il quadro clinico lo richiede ,il Medico di Famiglia attiva l'ADI (assistenza domiciliare integrata)che permette al medico stesso di essere affiancato quotidianamente , e se necessario anche di sabato e domenica, dal personale infermieristico del Distretto continuando cosi' ad affiancare i familiari nella gestione domiciliare del paziente.

