I Borghi più belli d’Italia
Tutti noi conosciamo la Valnerina in Umbria che si estende per ben 70 km con i suoi monti severi e coperti di boschi in un paesaggio incontaminato e costellato da incredibili paesini anche molto piccoli quasi tutti abbelliti da un castello che all’origine aveva scopo di difesa. Alcuni sono perfettamente intatti, altri sono stati sfregiati dai terremoti che hanno colpito queste terre soprattutto recentemente, nel 1994 e nel 2016.
Siamo al confine tra quello che una volta era lo Stato Pontificio e qui, dopo una grande opera di restauro, è letteralmente risorto il Borgo di Postignano detto anche Castello di Postignano. Bisogna risalire ai secoli IX° e X° per scoprirne le origini; per la sua posizione che domina la valle del Vigi, un affluente del Nera, il borgo fu conteso tra Foligno e Spoleto anche se alla fine si alleò con quest’ultimo nella guerra contro i ghibellini.
Postignano fa parte di quelli che vengono chiamati borghi triangolari perchè nel vertice a monte hanno una torre che era di avvistamento, dalla quale partono le mura perimetrali che circondano e proteggono le abitazioni. Norman Carver, architetto americano degli anni 60’, lo definì l’archetipo dei borghi collinari italiani.
La Chiesa di S. Lorenzo, a navata unica, è stata ricostruita e conserva all’interno un bellissimo affresco del sec. XV che raffigura una Crocifissione della scuola folignate e alcuni altri piccoli affreschi che ne adornano qua e là le mura . Proprio all’interno della antica chiesa si è svolge ogni anno una bella inziativa, “Musicalmente”che coinvolge per due settimane alcuni allievi di musica guidati da importanti maestri. E qui sabato scorso ho assistito ad un concerto diviso in due parti: nella prima si sono esibiti gli insegnanti della Scuola nella Suonata a Quattro n. 3 di Rossini. Sala piena, silenzio assoluto e un’esibizione piena di emozione in un’atmosfera quasi da sogno. Subito dopo si sono aggiunti un tenore, un baritono e un attore per “La Serva Padrona “, intermezzo buffo di di Giovan Battista Pergolesi che fu rappresentata per la prima volta a Napoli nel 1733 come intermezzo dell’opera “Il Prigionier Superbo” sempre di Pergolesi e che superò ben presto per fama e successo segnando l’inizio dell’opera buffa.
Iniziative di valorizzazione del territorio come questa sono importanti e andrebbero inserite nei circuiti internazionali perchè la vera ricchezza dell’Italia è rappresentata dal paesaggio,dalla cultura, dai monumenti, dai nostri borghi, irripetibili tesori che nessun turista americano o cinese può trovare altrove.

