LA VIOLENZA SULLE DONNE NEGLI OVER 65
Si è parlato moltissimo della violenza sulle donne in questi giorni soprattutto per l'appello di Lucia Annibali, la donna sfregiata dall'acido dall’ex fidanzato, per fermare questa assurda violenza .Il suo volto è apparso sulle prime pagine dei giornali e delle televisioni ma anche su tanti siti , blog e social network. Ma le violenze continuano e, soltanto nell'ultima settimana, ci sono stati altri tre casi. Ma esiste un altro lato più nascosto di questa violenza di cui si parla molto meno ed è la violenza psicologica che subiscono tante donne over 65.
Questa la testimonianza di una signora di 70 anni che, apparentemente, vive una vita felice e agiata con suo marito. "Non so cosa sia successo, ma con l'età e soprattutto dopo la pensione, mio marito è diventato più nervoso e spesso se la prende con me anche per cose futili, come se tutto quello che non va fosse colpa mia. E' stato un processo lento di cui all'inizio non mi sono quasi accorta, è cominciato più o meno da qundo i nostri figli sono andati a vivere da soli. Per loro è sempre stato disponibile sia come tempo che come soldi ma non con me. Ha cominciato a dire che eravamo diventati più poveri, che io dovevo più stare attenta, dovevo tagliare tutte le spese inutili. Come se chissà come spendessi i nostri soldi! Poi sono arrivati i rimproveri, tutto ha cominciato ad essere colpa mia. L'altro giorno non trovava le chiavi di casa e si è rivolto a me con grande aggressività dicendo: " Ma dove hai messo le mie chiavi di casa?" Da sempre ognuno ha le sue chiavi e, comunque, bastava chiedere se sapevo dove fossero senza accusarmi di avergliele messe non so dove... Su di me ormai è calato un senso di tristezza e di oppressione. " Ho chiesto a Sira Sebastianelli, psicologa, se le parole della signora Carla fanno parte di un fenomeno più ampio o sono un caso isolato. Questa la risposta: "L’informazione mediatica spesso tace notizie che non superano la soglia della cronaca e rimangono in silenzio, perché riguardano la violenza psicologica che le donne subiscono quotidianamente tra le mura domestiche. La violenza psicologica viaggia sotto traccia, è caratterizzata da svalorizzazione, squalifica e mortificazione nei confronti delle donne, da parte dei loro uomini, nel tentativo di dominarle. È un’aggressività muta, subdola, che fa cadere nella trappola della dipendenza dal proprio carnefice al punto di indurre, nella vittima, la convinzione che non potrebbe vivere senza di lui. In apparenza, la vita familiare scorre “normalmente”, ma qualunque inadempienza, da parte della donna, scatena l’uragano che colpisce direttamente l’anima e lascia intatto il corpo. La violenza psicologica prosciuga linfa giorno dopo giorno, e più la vittima è dipendente anche economicamente dal compagno e più rimane intrappolata nel rapporto senza via di scampo. Più l’età avanza e più la forza per uscire dalla situazione umiliante è debole, la paura di rimanere sole rende inermi le donne over sessanta, che rimangono chiuse nel loro mondo per il timore di provocare l’ira funesta del loro carceriere. La libertà di queste donne si riduce giorno dopo giorno, pensiero dopo pensiero, lacrima dopo lacrima. È difficile dare aiuto a queste persone perché la violenza che subiscono annichilisce ogni loro tentativo di reazione. Il loro sguardo ha l’espressione di chi non ha speranza, ma solo rassegnazione. Cosa si può fare? Non dimenticare la violenza psicologica nelle campagne di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, affinché sia una diritto vivere, sempre, nel corpo e nell’anima." Anita D’Asaro 14 giugno 2016

