INSONNIA: BIOTIPO GUFO O BIOTIPO ALLODOLA?
Sono sempre stata una persona che ha avuto bisogno di dormire almeno otto ore e tutte di fila quindi quando ho cominciato a svegliarmi di notte più o meno verso le due e mezzo, sono entrata in un mondo per me incomprensibile. Immobile, a letto, cercavo nella memoria antiche ricette per riprendere il sonno come quella di contare le pecore. Poi mi alzavo per andare in cucina a mangiucchiare qualunque cosa trovassi di dolce tipo cioccolata, biscotti ecc. Provavo a leggere ma i libri mi hanno sempre appassionato e, invece di addormentarmi, rimanevo sveglia fino alle cinque del mattino , ora in cui crollavo in un breve sonno interrotto dalla sveglia delle 7.30.
Il giorno dopo era un disastro: mal di testa, zero concentrazione e un sonno tremendo. In realtà sbagliavo tutto. Oggi gli esperti nei casi di insonnia, consigliano di non rimanere a letto cercando di ritrovare a tutti i costi il sonno perduto ma di alzarsi, magari facendo due passi per casa e, soprattutto, non mangiare perché tutto quello che si mangia di notte quando il metabolismo è rallentato, fa ingrassare.
Ma è vero che dopo una certa età si comincia a soffrire di insonnia? Lo chiediamo a Marina Moscatelli, medico di base a Roma che di persone ne vede tante e ha grande esperienza. “ I disturbi del sonno fanno parte del corredo dell’invecchiamento e sono spesso legati a molteplici fattori tra i quali anche l'isolamento sociale e la solitudine dovuta alla lontananza di familiari o le perdite affettive possono avere un ruolo. Una buona qualità del sonno notturno è importante perché alcuni studi di neurobiologia hanno dimostrato che durante la notte le cellule cerebrali attivano alcuni processi metabolici che migliorano i processi di trasmissione neuro alle e "spazzano via " i fattori ossidativi che favoriscono l'invecchiamento cerebrale. Meno si dorme e meno attiva è la trasmissione delle connessioni tra i neuroni , maggiore è il rischio di avere deficit della memoria. L’insonnia e la perdita della memoria e delle capacità cognitive vanno di pari passo.
Durante la notte abbiamo bisogno di un sonno fisiologico, continuo senza risvegli qualche volta anche il russare e i movimenti involontari delle gambe possono contribuire a rendere il sonno di cattiva qualità. Molte persone che lamentano stanchezza durante le ore diurne sono russatori notturni e dovrebbero essere sottoposti ad uno studio chiamato polisonnografia che monitorizza sia l'attività cerebrale che la respirazione insieme alla attività cerebrale notturna. Normalmente abbiamo bisogno di cinque, sei ore di sonno continuativo; i russatori possono avere dei difetti di ossigenazione del sangue durante le apnee che accompagnano il russamento , rendendo il sonno di cattiva qualità e meno ristoratore. Gli anziani tendone a risvegliarsi anche per la necessità di urinare spesso e hanno poi difficoltà a riaddormentarsi instaurando un circolo vizioso che porta alla sonnolenza diurna e alla perdita di capacità cognitive e mnemoniche.
Per chi invece a difficoltà ad addormentarsi è' buona regola accompagnare l'addormentamento con rituali che agevolano i pensieri piacevoli e l'immaginazione come la lettura di un libro o l’ascolto di musica classica. La stimolazione visiva, uditiva , sonora e l’attività al computer o la libagione eccessive e tardiva non sono raccomandate. Tra i rimedi naturali per l’insonnia ci sono le erbe come la passiflora, il biancospino, la valeriana e la melatonina che in alcune persone può dare ottimi risultati. Ideale sarebbe svegliarsi presto la mattina e andare a dormire presto la sera riducendo il sonnellino pomeridiano non oltre la mezz'ora . Assecondare il ciclo luce del giorno-risveglio , buio della sera - sonno come facevano i contadini che vivevano a stretto contatto con la natura continua ad essere il più salutare dei rimedi ai disturbi del sonno.
Lo stile di vita attuale sembra essere il contrario di quanto enunciato poiché si vive sempre più spesso di notte ritardando il risveglio mattutino o riducendo complessivamente le ore di sonno. Naturalmente ognuno possiede un bioritmo che deve essere riconosciuto e assecondato . Si riconoscono due differenti tendenze: il biotipo detto "gufo" che tende per sua natura ad andare a letto molto tardi e il biotipo allodola che si sveglia per sua natura molto presto.
Circa il 25% della popolazione soffre di insonnia che si caratterizza per essere di tre specie : insonnia "iniziale "nel caso in cui vi è difficoltà ad addormentarsi, insonnia " intermedia " tipica di chi prende sonno appena mette la testa sul cuscino ma si sveglia a metà della notte ed infine insonnia "tardiva" caratterizzata da un risveglio molto precoce tra le quattro e le cinque del mattino e che non si riaddormenta più.”
A voi la scelta!
Anita D'Asaro
26 aprile 2016

