ROMA SI ILLUMINA DI UNA LUCE NUOVA: IL PREMIO OSCAR PER I FORI IMPERIALI

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In occasione del suo compleanno, Roma si accende con le luci che Vittorio Storaro, vincitore di ben tre premi Oscar, ha progettato insieme alla figlia per i Fori Imperiali. Il nuovo impianto, finanziato dalla multinazionale anglo-olandese Unilever, è realizzato con fari led ad alta precisione ad alto risparmio energetico, secondo le più moderne tecnologie. Le nuove luci, fredde e calde, mettono in evidenza gli elementi architettonici e risaltano ciò che resta delle strutture più rappresentative della storia dell'Impero romano. Come ho avuto modo di raccontare in un precedente articolo, il complesso dei Fori è emblematico della storia romana di età imperiale in quanto specchio del potere politico, o meglio dell’immagine che il potere voleva dare di sé.

Dalla monumentale via dei Fori Imperiali, chiamata originariamente via dell’Impero e inaugurata nel 1932 con la demolizione di un intero quartiere rinascimentale, si distinguono chiaramente i cinque fori dei grandi imperatori che si succedettero tra la metà del I secolo a.C. e gli inizi del II secolo d.C. Il primo, voluto da Giulio Cesare e caratterizzato da un’ampia piazza rettangolare porticata e da un tempio eretto su uno dei lati brevi, fa da modello architettonico per tutti i successivi. Se Cesare sceglie di intitolare il suo luogo di culto a Venere Genitrice, nume tutelare della Gens Iulia, Augusto dedica il suo a Marte Ultore, Vendicatore del padre adottivo.
La nuova illuminazione avvolge dunque il Tempio con una grande intensità luminosa per poi spostarsi idealmente sul perimetro che circoscrive il Foro con le due esedre, illuminato dal basso verso l'alto con minore intensità. Ma Storaro racconta anche la Pax Romana, il lungo periodo di pace imposto agli stati interni dell'Impero dopo la presa di potere da parte di Augusto e per questo detta anche Pax Augustea, simboleggiata da una luce che scende dall’alto verso il basso in maniera più uniforme su tutta la piazza. Quanto al Foro di Nerva, sacrificato in parte dalla strada, Storaro si concentra ancora una volta sul tempio con una serie di luci che definiscono lo spazio sacro a Minerva e in particolare le cosiddette “Colonnacce”.
Il Foro di Traiano trova invece il suo punto focale nella Colonna coclide che sembra essa stessa emettere luce per esaltare le gesta dell’imperatore contro i Daci. Ma le novità non finiscono qui, perché anche il Templum Pacis è oggetto di un importante intervento: l'anastilosi - tecnica di restauro che ricompone i pezzi originali di una costruzione - delle sette colonne del tempio di Vespasiano. Al termine dei lavori la Soprintendenza Capitolina ricostruirà anche un tratto del tetto di circa 5 metri quadrati, in seguito al ritrovamento di tegole e coppi marmorei integri, per restituire al pubblico il Foro della Pace che era anche un luogo di meditazione e di studio, oltre che un ricco museo pubblico.
Concludo con un'ultima notizia di carattere amministrativo che riveste però un ruolo fondamentale per la gestione e la valorizzazione di questo sito archeologico unico al mondo. Il ministro dei Beni e delle attività culturali e il sindaco di Roma hanno infatti firmato un accordo per la gestione unitaria dei Fori Imperiali fino ad ora separata tra gestione ministeriale e comunale. Nasce così il Consorzio per i Fori di Roma, soggetto giuridico responsabile della gestione efficiente del complesso che per estensione, numero di visitatori e introiti (oltre naturalmente al suo valore culturale incommensurabile) raggiunge numeri davvero straordinari.

Giovanna Fazzuoli
28 aprile 2015

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