IL MIO “RAGAZZO” HA MENO DI QUARANT'ANNI
Oscar Wilde ha detto che trentacinque sono gli anni perfetti per una donna, ed io ho deciso di averli per tutta la vita!
La settimana scorsa era il mio compleanno, quasi trentacinque moltiplicati per due, una vera tragedia! La mia amica del cuore, amica da quando avevo cinque anni e con cui ho diviso tutta la vita, voleva organizzare una festa per me.
Non ci sarebbero stati numeri né candeline, solo un grande dolce con sopra scritto: W l’ariete.
Le ho timidamente accennato che volevo invitare anche Daniele, ma Paola mi ha fulminato con lo sguardo e ha decretato: «i bambini non sono ammessi!». Sono arrossita e ho replicato che Daniele non è poi così bambino, dato che ha ben trentotto anni e lei gelida: «Allora vorrà dire che compreremo un castello di cartone solo per lui…». Ci sono rimasta male e naturalmente non l’ho invitato, infatti vederlo lì in mezzo ad un gruppo di arzilli e arzille vecchiette avrebbe sottolineato ancor più la differenza di età. Non mi andava di lottare, ormai tutti mi giudicavano una povera single attempata che si era presa una cotta per un ragazzo che all’anagrafe poteva essere suo nipote! I miei coetanei maschi single, invece ironia della sorte, si accoppiano con eteree fanciulle quasi impuberi e sono non solo invidiati ma giudicati benissimo. Aver destato l’interesse e uscire, ora come ora solo uscire, con un uomo più giovane ti dà l’impressione di essere tornata miracolosamente indietro nel tempo. Mi ritrovo più spesso dal parrucchiere, vado in profumeria, in palestra, compro vestiti colorati, leggo molto di più. Daniele è entrato nella mia vita come un bravissimo collega di lavoro. Ci siamo scambiati opinioni spesso discordi, e poi piano piano abbiamo cominciato ad uscire. Prima un cinema, seguito da un’accanita discussione politica. Lui mi accusa di essere retriva, di destra ed io replico che ormai non esistono più le ideologie. Amo la sua passione, il suo impegno, mi affascinano i suoi sogni la sua voglia di vivere. Ci vediamo per andare al cinema, al teatro, alle mostre, io vorrei andare con lui alla mostra di El Greco a Toledo, ma non oso chiederglielo. Lui non sa che io aspetto, aspetto la sua telefonata, corro al computer mille volte per sapere se ha lasciato un messaggio. Quando non si fa vivo, lo penso con i suoi amici, tutti giovani dai jeans attillati, certamente nessuno di loro sa che Daniele esce, qualche volta, con una vecchietta, che inebetita, passa le ore aspettando un suo cenno. Quando i giorni si trasformano in settimane mi guardo allo specchio e mi sento uno zero. Mi dico: «Ma cosa sto facendo? Perché ho dato inizio a tutto questo? Perché non sono rimasta com’ero?». In realtà ho tutto, sono una libera professionista con un lavoro che va bene e che mi piace, ho una casa, non ho problemi né di salute né di soldi. Dove mi sono cacciata? Allora penso alla massima buddista: “Quando l’amore arriva accoglilo, ma se se ne va, lascialo libero di andare! Qual è la differenza fra Solitudine e senso del Vuoto? Ho aperto il frigo, potrei bere un bicchiere di vino, potrei twittare, al giorno d’oggi grazie ai social networks nessuno è costretto a sentirsi solo, ma io invece mi sento sola, sono vicina al telefono muto, cerco di leggere e…. come per miracolo il telefono si mette a squillare!
Ascania Baldasseroni
30 aprile 2014

