FREGENE, IL RIFUGIO DI UNA VITA
Pur essendo una persona che ha viaggiato moltissimo in tutto il mondo, rimango sempre stupita dal senso di pace che provo entrando a Fregene. Quando arrivo, quei pini svettanti con il tronco snello sembra che salutino me, fregenese doc da sempre e assidua frequentatrice di questo luogo a cui sono legata da profondo affetto. Saranno i ricordi di quando la mia famiglia si trasferiva qui per le vacanze estive che allora duravano da giugno a settembre, la comitiva di amici, le nostre amate biciclette e poi le partite di ping-pong, le feste con i primi 'lenti'... Dopo una lunga pausa di anni, sono tornata a Fregene quando ho avuto mia figlia, Giovanna. Quello è stato uno dei periodi più felici della mia vita.
Io con lei sul seggiolino della bicicletta in giro per le strade di una Fregene ombrosa e accogliente o a giocare sulla battigia della spiaggia larga e sempre pulita da infaticabili bagnini. Mi è sempre sembrato un posto un po' per tutti: sicuramente per famiglie con bambini e genitori disposti a fare su e giù da Roma ogni giorno per andare a lavorare, ma anche nonni più o meno giovani che passeggiano nella pineta, bambini che imparano i primi rudimenti del nuoto e del volteggio sui pony del maneggio e tanti ragazzi che amano la vela, il surf, il kite surf, le escursioni nell' oasi di Macchiagrande del WWF , gli aperitivi sulla spiaggia all'ora del tramonto a Fregene nord, dove si arriva rigorosamente in bicicletta.
Molto selezionati gli avvenimenti culturali come il Premio Fregene o le rassegne di cinema in Pineta e qualche serata con cantanti famosi . Tutto è sempre stato molto a misura d'uomo. In questo equilibrio è sempre rientrata anche l'invasione del sabato e della domenica dei mesi estivi di chi va al mare dalla mattina alla sera. Nulla di più lontano dalla movida di Rimini, Riccione, Cattolica, basata su eventi continui e dai grandi numeri.
Mi ha molto stupito quindi l'ordinanza con cui il Comune ha ampliato le norme sulle feste e gli avvenimenti musicali sulla spiaggia. Mentre prima erano esclusi da qualsiasi evento il sabato e la domenica e durante la settimana erano ammesse concentrazioni fino 500 persone ed esclusivamente dalle 21 alle 24, oggi le 500 persone diventano duemila, non sono più esclusi il sabato e la domenica e l'orario è stato ampliato dalle 20,00 all'una di notte.
Un equilibrio di tanti anni viene improvvisamente stravolto e Fregene rischia di perdere la sua identità. Per trasformarla in che cosa? Ci sono altre località vicino Roma come per esempio Ostia che ha una viabilità più spaziosa, un grande lungomare e che da sempre si è caratterizzata per una filosofia basata sui grandi numeri e sugli eventi spettacolari.
Fregene è sempre stata un luogo di riposo, io è tanti altri l'abbiamo scelta per questo.
Anita D'Asaro
29 luglio 2014

