Il vino oggi è un must di ogni serata.
Ogni cena con amici a casa o al ristorante passa attraverso la scelta del vino che fa in genere la persona che si ritiene più competente su questa materia, anche se tutti cercano di dire la loro opinione. Naturalmente i protagonisti sono sempre gli uomini. Le donne tacciono o, al massimo, chiedono del vino bianco. Negli anni ho maturato la certezza che prima o poi avrei imparato anche io a capire e scegliere il vino e, finalmente, non avrei fatto più figuracce nelle degustazioni o alle fiere del vino. Così mi sono iscritta ad un corso di sommelier e mi si è aperto un mondo. Già dalle prime lezioni ho imparato come si tiene un bicchiere in mano; già perché bisogna impugnarlo dal gambo senza toccare la coppa perché con il calore delle mani il vino si scalda anche di due o tre gradi. E cosa dire dell’apertura di una bottiglia? Un disastro!La regola è che la bottiglia deve stare assolutamente ferma sul tavolo, si gira solo il cavatappi che è quello più antico e non quello che tutti usiamo a casa con le ali laterali che ci aiutano a fare forza.
Prima di tutto il collo della bottiglia verrà pulito con un tovagliolo chiamato torciolo. Poi con il coltellino che sta nella parte superiore del cavatappi, si fa un taglio orizzontale sotto il bordo inferiore della bottiglia ed un piccolo taglio verticale per togliere la capsula. Nell’inserire il cavatappi non si dovrà mai inclinare la bottiglia e, una volta tolto il tappo, mai toccarlo con le mani, perché questo influenzerebbe la degustazione olfattiva. Il tappo, verrà avvolto nel tovagliolo e verrà odorato per capire se ci sono difetti. Infine la bottiglia andrà aperta sempre mostrando l’etichetta ai commensali. Poi si passa alla degustazione che è visiva, olfattiva e gustativa. Ma ne parleremo una prossima volta perché per un profano non è proprio semplice capire come funziona.

