"LO STAGISTA INASPETTATO" CON ROBERT DE NIRO E ANNE HATHAWAY, UN FILM DA VEDERE
Io questo film di Nancy Meyers uscito nel 2015, l'avevo perso ma sono riuscita a vederlo in aereo e consiglio a tutti di cercare qualche cinema che lo ha ancora in programmazione. E' la storia di una start up che opera nel campo della moda e dell'e-commerce. Grandi uffici, open space pieno di giovani rigorosamente sempre davanti a un computer e un amministratore delegato donna, Jules Austin molto sorridente ma sempre affannata a rincorrere riunioni e problemi da risolvere. Secondo le regole di oggi, è bene introdurre nelle aziende iniziative di tipo sociale e così viene deciso un programma di inserimento di over 65 che vengono catapultati in questo mondo superveloce per uno stage.
De Niro all'inizio appare come un pensionato tranquillo che passa il tempo tra lezioni di yoga, nipoti e molti funerali, con l'unica concessione di un caffè da Starbucks la mattina, insieme a giovani in giacca e cravatta pronti per la loro giornata lavorativa. Ma quando diventa stagista senior sembra rinascere.
Si mette due sveglie la mattina per arrivare presto in ufficio, indossa i suoi vestiti da manager e comincia a vivere una nuova vita lavorativa diventando ben presto amico di tutti. Viene assegnato al ruolo di assistente e autista di Jules, l'amministratore delegato che all'inizio lo accetta con un certo sforzo. Succede però che gli investitori vedono la società in affanno e chiedono l'inserimento di un dirigente senior per assicurare una maggiore stabilità alla start up.
Ma nessuno di quelli che vengono presentati a Jules va bene. Anche la sua vita familiare ha qualche problema: il marito che ha lasciato il suo lavoro e sta a casa per occuparsi della loro figlia, comincia a vacillare e a guardarsi intorno. Naturalmente tutto si risolverà in modo semplice e non traumatico perchè in questo film c'è un vago sapore di favola in cui i problemi non sfociano mai in situazioni drammatiche ma si ricompongono presto e tutto torna a posto. Allo stesso tempo ogni tanto si delineano temi importanti, primo fra tutti quello di dare il giusto valore e non sprecare il sapere degli anziani.
Robert De Niro che impersona Ben, è affettuoso con tutti e, con la sua calma olimpica, risolve problemi a prima vista insormontabili dando stabilità alla start up. Era stato vice presidente di una società che faceva gli elenchi del telefono proprio nello stesso edificio che adesso, completamente rinnovato, ospita la società di moda e vendita on line.
La meraviglia dei giovani nel sentire di questo strano lavoro che ormai non esiste più, dà il senso di un gap generazionale molto forte che però viene superato dal rapporto umano. Si accenna anche alle difficoltà delle giovani coppie con figli e allo scambio di ruoli tra donne e uomini; sempre più spesso (soprattutto all'estero), questi ultimi restano a casa per sostituire la mamma che lavora e assicurare presenza ai figli. De Niro nel film è la figura genitoriale che tutti vorremmo ci accompagnasse nella vita: sempre presente nei momenti difficili, comprensivo, pronto ai consigli utili sia nel lavoro che nel privato e, con quella sua aria accattivante e bonaria, dispensatore di sicurezza e tranquillità.
Questa sua forza di ricominciare dopo essere già andato in pensione, traccia una strada importante: chi sta bene fisicamente e sente di poter dare ancora qualche cosa dal punto di vista lavorativo, deve avere la possibilità di farlo perchè non solo riuscirà a vivere meglio ma, con la propria esperienza, sarà di aiuto anche agli altrI.
Anita D'Asaro
24 maggio 2016

