GATTINI ANCHE SUL WEB
Dopo la strage del Bataclan a Parigi , Bruxelles rimase blindata nei giorni i cui la polizia cercava i covi dei terroristi e, mentre tutte le televisioni del mondo mandavano in onda le immagini dei poliziotti alla ricerca dei covi degli attentatori, ai cittadini costretti a casa in un’atmosfera di grande tensione, fu chiesto di non fornire informazioni sui luoghi del blitz. In quell’occasione tutti si scatenarono mettendo sul web immagini di gatti di ogni tipo riuscendo così a distogliere l’attenzione dai movimenti della polizia.
Quest’ultima, grata dell’aiuto, il giorno dopo ha postato su twitter i suoi ringraziamenti insieme all’immagine di una ciotola piena di croccantini! Già perché sembra che tutto il mondo ami i gatti soprattutto se piccoli. Si parla di due milioni di video presenti sul web con 25 miliardi di visualizzazioni. Sembra che davanti a un video di un cucciolo di qualsiasi specie dentro di noi aumentino i due ormoni dell’ossitocina che è quello dell’amicizia e dell’affetto materno e quello della dopamina che tra l’altro attiva i meccanismi della ricompensa.
Ultimamente mi è capitato di rimanere da sola a casa per una decina di giorni perché sia marito che figlia erano all’estero; la fortuna però è stata che è tornata a casa Kalè la gattina che mia figlia, quando è andata a vivere da sola, si è portata con sé. Per lei il tempo non era passato, appena entrata a casa ha fatto il giro delle stanze, è andata a cercare la ciotola della pappa al solito posto così come la sua cassetta per i bisogni nel terrazzo.
Poi subito in salotto sul divano da cui guardo la televisione in attesa che io mi sdraiassi per ‘fare la pasta’ sulla mia pancia e, dulcis in fundo, un buon quarto d’ora di fusa. Kalè, gattina tenerissima non di razza, color cipria ha detto la veterinaria, occhi verdi e grandi su un musetto delizioso, forse un po’ sovrappeso perché d’inverno sta poco all’aria aperta, la notte, naturalmente, dorme nel lettone acciambellata il più possibile vicino a me.
Appena sente l’ascensore che si chiude e il rumore delle chiavi nella serratura è sempre davanti alla porta di casa e, appena entro, manifesta la sua gioia con corse, salti e un sonoro miao miao. Già perché Kalè praticamente parla; qualunque cosa voglia chiedere o esprimere il suo miao viene modulato in maniera diversa e noi di casa le rispondiamo scimmiottando il suo miagolio nella speranza che lei capisca… Un giorno o l’altro anche io le farò un video e lo metterò sul web.
Anita D’Asaro
9 febbraio 2016

