UN LIBRO DI ROBERTO VACCA PER GLI OVER 65

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“Come imparare una cosa al giorno e non invecchiare mai” questo libro intelligente, interessante e anche molto utile l'ha scritto l'ingegner Roberto Vacca, anni 88. “Hanno mente sveglia e atteggiamenti aperti. Continuano a guardare il mondo e a imparare. Si lamentano poco. Aiutano gli altri a fare le cose giuste. Con questo libro voglio raccontare come si fa a diventare un vecchio così”. Questa la promessa del l'ingegner Vacca. Promessa mantenuta. Vediamo come. Mente vivacissima e poliedrica, l’ing. Vacca è prodigo di consigli utili e anche divertenti ma l’esortazione più significativa è quella di continuare a imparare cose nuove e tenere viva la scintilla della curiosità sempre, anche quando si è molto avanti con l’età.

“I miei nonni morirono sessantenni circa un secolo fa. Mio padre visse fino a 80 anni. Io mi avvio verso i 90. Sono una prova vivente che in Italia si vive più a lungo….Siamo ancora abituati a considerare i vecchi come fragili e fisicamente degradati. Leggiamo in cronaca che ‘l’anziano perdeva l’equilibrio e stramazzava a terra’ . Stiamo già per commuoverci. Poi vediamo che era un sessantenne la cui forma fisica è come quella di un quarantenne di un secolo fa…”.
Per prima cosa si sofferma sulle storie di successo di vecchi famosi e brillanti: si comincia da Archimede che inventò la statica, l’idraulica, gli specchi ustori, tanta geometria e matematica (ricordiamo il calcolo infinitesimale!) e poi studiò l’astronomia e continuò a produrre lavori straordinari fino all’età di 75 anni in un’epoca in cui la durata media della vita era circa 30. Poi cita Galileo Galilei, Benjamin Franklin, Thomas Jefferson fino a Rita Levi Montalcini.
Un ampio capitolo è dedicato al cervello. E qui lo studioso spiega che un’attività cognitiva intensa produce un aumento del numero dei neuroni nelle porzioni interessate della corteccia cerebrale e stimola la crescita di brevi connessioni locali in quelle aree. Questi processi avvengono anche in età avanzata. I nuovi neuroni , però, vivono a lungo se ricevono segnali e vengono fatti funzionare. Se invece l’anziano non guarda, non sperimenta, non ragiona i neuroni degradano e smettono di funzionare. Secondo l’ingegner Vacca, il computer fa star bene gli anziani, apre loro una finestra sul mondo e permette di fare nuove amicizie. “Ti porta a casa giornali, riviste, libri, video. Ti salva dalla solitudine: ti fa parlare e corrispondere con gli amici. Ritrovi quelli vecchi che avevi perduto e ne conosci di nuovi. Tutto questo naturalmente oltre ai vantaggi pratici di poter gestire i rapporti con la propria banca, fare conti correnti, pagare le tasse etc…”. E, siccome è un ingegnere, ci informa perfino su quali sono i virus informatici che entrano nei nostri computer e quali sono i programmi per proteggerci da questi nemici.
Poi si sofferma su chi è affetto da lieve impedimento cognitivo, quando si cominciano prima a dimenticare gli eventi molto recenti e poi, lentamente, le amnesie si estendono a eventi più lontani e diventano più gravi. Bisogna offrire loro pazienza, contatto umano, stimoli per interessarli. I familiari e gli amici devono essere indulgenti e pronti a fornire sempre nuove occasioni: libri da leggere, informazioni interessanti e incarichi di compiti concreti. Qui introduce il concetto di ‘terapia occupazionale’ cioè dedicarsi ad attività pratiche, non troppo difficili che assorbano la mente e inducano ad agire, sia pure a livello modesto. Questo tipo di attività aiuta molto anche nei tanti casi di depressione che colpisce gli anziani. E qui ci racconta i suoi trucchi personali per scuotersi dall’inattività tipica della depressione invitandoci anche a creare da soli dei trucchi nuovi, personalizzati. Un capitolo intero è dedicato all’esercizio fisico.
Ma dovendo concludere il mio articolo per questioni di spazio, vorrei rilanciare la proposta del professore per la creazione delle palestre mentali on line che mirano a tenere mentalmente vivaci gli anziani evitando il degrado delle facoltà mentali (memoria, logica, coerenza) che gradualmente può condurre alla demenza senile e al morbo di Alzheimer.
In Italia, a Pisa, esiste un centro di ricerca e sperimentazione creato dal prof. Maffei in cui lavorano 30 medici e neurologi ma ancora nulla sul web. Le palestre mentali su internet costerebbero molto meno e sarebbero a disposizione di un gran numero di utenti. Certo ogni paziente avrebbe bisogno dell’aiuto di un familiare se non sa usare il computer ma sicuramente presto si vedrebbe un miglioramento con una maggiore autosufficienza e un minore bisogno di supporto.

Anita D'Asaro
17 marzo 2015

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