PROF. DARIO MANFELLOTTO: LA PRESSIONE ALTA NEGLI OVER
Professor Manfellotto, è vero che gli over 65 hanno la pressione più alta?
“Consideriamo che già al di sopra dei 35 anni circa il 37% degli uomini e il 34% delle donne hanno la pressione alta; oltre i 65 anni la percentuale arriva quasi al 50% . Più si va avanti con l’età, maggiore è l’incremento della pressione sistolica, cioè della pressione massima”.
Quali danni produce la pressione alta?
“I rischi sono quelli legati al danno degli organi bersaglio e cioè cervello, cuore, reni e arterie. Anche l’occhio può subire danni e, in molti casi, un’alterazione della retina rivela una condizione di ipertensione che non era ben conosciuta”.
C’è una pressione ideale a cui gli over 65 devono fare riferimento?
“140 su 90 è la pressione al di sopra della quale si è dichiarati ipertesi. Il dato ottimale a qualsiasi età è 130 su 80. Poi se la pressione aumenta, si cerca di abbassarla con una adeguata terapia. In età molto avanzata si verifica un aumento soprattutto della pressione massima che, anche se raggiunge i valori di 170-180 con pressione minima inferiore a 90, deve essere ridotta gradualmente e di poco, quel tanto che serve a ridurre il rischio di ictus”.
Cosa possono fare gli over 65 per evitare la pressione alta?
“Ci sono molte accortezze che riguardano lo stile di vita inteso soprattutto come abitudini alimentari e un’attività fisica a basso carico di lavoro come camminare, fare ginnastica, cyclette, nuoto, consigliando l’attività che sia più adatta alle singole persone. Per quanto riguarda l’alimentazione bisogna evitare un eccesso di calorie, di sale e di alcolici.
Ma torniamo agli organi bersaglio. Il cuore, essendo un muscolo, se lavora costantemente con uno sforzo come quello che è costretto a fare in presenza di pressione alta, si ingrossa e diventa ipertrofico; questo può portare anche allo scompenso cardiaco. Il cervello può subire alterazioni circolatorie insidiose e progressive o un danno acuto e grave come l’ictus. I reni in presenza di pressione alta si possono rovinare fino ad arrivare all’insufficienza renale con diversi stadi di gravità. Le arterie, sottoposte a questa onda meccanica eccessiva e continua che provoca danni sulle pareti, si irrigidiscono fino ad arrivare a dilatarsi (aneurisma) e a rompersi. Un’ ipertensione lasciata a se stessa porta a danni gravissimi. Ma se si interviene prima con uno stile di vita corretto insieme alle giuste medicine, ciò non accade. Abbiamo a disposizione delle linee guida che vanno adattate dal medico esperto alle singole persone.
Un’ultima notazione per chi fuma: ricordatevi che ogni sigaretta fumata, in quel momento aumenta la pressione. Pur non essendo causa di ipertensione stabile, il fumo provoca un aumento transitorio dei valori pressori, tanto più protratto quanto maggiore è il numero di sigarette fumate.
Anita D’Asaro
3 marzo 2015

