Vinta la battaglia sui costi dei farmaci per gli animali.

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Tutti quelli che hanno animali si sono trovati davanti al problema del costo delle medicine quando i nostri compagni di vita si ammalano. Più che la parcella del veterinario, sono sempre state le medicine a triplicare i costi per le cure  dei nostri adorati animali. I prezzi dei farmaci per loro, infatti, non sono regolati come lo sono quelli degli umani da un’autorità apposita l’Aifa, quindi costano molto di più, anche il doppio, il triplo o il quadruplo degli stessi principi equivalenti usati per gli umani. Questi ingiusti costi poi non sono solo a carico del padrone dell’animale, ma di tutti i cittadini che pagano le tasse e quindi supporta noi canili pubblici che si occupano dei cani abbandonati.

Pochi sanno che dallo scorso anno il ministero della Salute in accordo con l’Aifa, ha deciso che il veterinario può prescrivere ai nostri amici a quattro zampe un farmaco equivalente per uso umano che abbia un costo inferiore a quello del medicinale veterinario. Naturalmente è stato previsto che se ci fosse una carenza di quel farmaco per gli umani, l’Aifa potrà sospenderne l’uso per gli animali.

Ecco il comma che è stato inserito al decreto legislativo del 2006.

Art. 10-bis. – (Uso in deroga di medicinali per uso umano per animali non destinati alla produzione di alimenti) – 1. Il ministro della Salute, sentita l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco, ndr), con proprio decreto da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, fermo restando il principio dell’uso prioritario dei medicinali veterinari per il trattamento delle affezioni delle specie animali e nel rispetto delle disposizioni dell’ordinamento dell’Unione europea in materia di medicinali veterinari, tenuto conto, altresì, della natura delle affezioni e del costo delle relative cure, definisce i casi in cui il veterinario può prescrivere per la cura dell’animale, non destinato alla produzione di alimenti, un medicinale per uso umano, a condizione che lo stesso abbia il medesimo principio attivo rispetto al medicinale veterinario previsto per il trattamento dell’affezione”.

Finalmente una battaglia vinta dopo i numerosi appelli e petizioni di veterinari e associazioni che si battono per i diritti degli animali!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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