QUANTO AMORE PER GLI ANIMALI
Nella sala d’attesa del dentista sfoglio una noto settimanale, Amica, e trovo un lungo servizio su persone famose e non che dormono al letto con i loro cani. Avendo trovato dei compagni di viaggio in quella che io ritengo comunque una follia (pur continuando a dormire con la mia cagnetta nel lettone matrimoniale, mi consolo leggendo storie di grande amore di cani e padroni. Certo quando ai primi di settembre, la prima giornata con una leggera pioggia, vedo una cagnolina a passeggio con un elegantissimo impermeabile rosso, rimango un po’ perplessa
E cosa dire dei negozi specializzati per animali con intere pareti di costosissimi sacchetti di croccantini per cani ognuno con una particolarità : solo con pesce e proveniente dal Canada oppure selezioni per cani anziani, cuccioli, cani obesi, sterilizzati, con problemi intestinali o di fragilità ossea che, sicuramente, contengono tutti i sali minerali e le vitamine necessarie. Io , abituata a nutrire il mio cane con una semplice pappa fatta di riso soffiato con carne e verdure, non so che cosa scegliere. Per fortuna mi viene in aiuto una signora, certamente over 60, che mi confessa che anche lei ancora non ha ceduto ai croccantini, anzi mi assicura che al suo cocker non piacciono affatto.
Sollevata, esco dal negozio e, andando a comprare una medicina per il mio cane, scopro che un normale antibiotico per gli animali costa molto di più di uno per gli umani perché in questo campo non ci sono regole per calmierare i prezzi. Mi vengono in mente dei dati che mi avevano molto meravigliata per le incredibili cifre che vengono spese in Italia per gli animali da compagnia. Cercando su internet mi imbatto su un ‘ Ansa che sottolinea la crescita del mercato ’pet’ (perché così adesso si dice). Si parla di un aumento del comparto del 2,4% nel 2014 con un giro d’affari del mercato del petfood in Italia di 1.830 milioni di euro.
In particolare la crescita riguarda il segmento più costoso che si chiama premium. Meglio tornare all’amore per i nostri animali. A questo proposito ho letto che il Corriere.it a ottobre ha proposto una serie di videolezioni di Angelo Vaira, fondatore della scuola Think Dog . Questo signore ci assicura che avere un cane in casa crea benefici a tutta la famiglia nel senso di benessere e maggiore serenità e che è stato scientificamente provato che una carezza data a un cane libera endorfine, neurotrasmettitori ‘del buon umore’. E questo io lo posso sottoscrivere pienamente quando, tutte le sere, sento il calore del corpo della mia cagnolina che mi si stringe accanto.
Ma i veterinari non sono proprio d’accordo. Sentiamo cosa ci dice Francesco Serra, istruttore cinofilo e consulente comportamentale: “E’ ormai noto e scientificamente provato da anni che la vicinanza fisica e sociale del cane apporta moltissimi benefici. Il contatto fisico con gli animali sprigiona endorfine che essenzialmente migliorano l’umore, aiutando in molti casi ad affrontare sofferenze anche organiche, come problemi di pressione, diabete e molto altro. Dobbiamo però tenere sempre a mente chi è il cane e, passatemi la frase, “come funziona il cane”. Spesso ci scordiamo che il cane ha delle sue esigenze di specie, che sono diverse da quelle umane. Fermo restando che lui è bravissimo ad adattarsi alla nostra vita, spesso siamo noi che non riusciamo ad essere sempre coerenti nelle regole che gli diamo. il cane nella società in cui viviamo, in un appartamento e nelle uscite in città, ha bisogno di fidarsi di noi, dovremmo essere la sua guida paziente, coerente e ferma su certe regole che dal punto di vista etologico sono chiare e semplici.
Amare un altro essere vivente esige in primis rispettare le sue esigenze, per poter essere terapeutici gli uni per gli altri.” Ci tengo a sottolinearlo perché spesso vengo chiamato nelle case per risolvere dei problemi di relazione tra umani e cani … perché ad un certo punto quest’ultimo fa qualcosa che ci lascia perplessi e ci crea ansia e frustrazione. Non riusciamo a vivere completamente il rapporto con lui così come ce lo eravamo immaginato nella nostra testa quando decidemmo di adottarlo … Perché? Perché La questione del letto da te citata, secondo me non è il massimo dal punto di vista educativo, in particolare se il cane ad un certo punto lo fa suo, salendo e scendendo in qualunque momento lo voglia lui, come anche la questione di dare cibo al cane da tavola quando “lo chiede”, per fare un altro esempio.
Non per una questione igienica o perché con il cane dobbiamo essere dei “capi”… ma perché Spesso invece le persone mi riferiscono che anche se la regola ferrea di casa per il loro amico è “ non salire sul letto”, certe sere piovose non resistono e gli permettono di salire … il giorno dopo si innervosiscono se il cane ci risale davanti a loro senza farsi problemi. Altri lo permettono sempre, a meno che non piova ed il cane abbia le zampette sporche di fango.
E’ chiaro … che non è chiaro perché non possiamo spiegare al cane i motivi che stanno dietro alla nostra incoerenza. Avere delle regole chiare per il cane, come anche per noi, è essenziale per evitare che si creino dei dubbi e delle paure … che si crei il caos. Inoltre dare carta bianca al cane per la questione letto o concedere un pezzetto di pollo da tavola quando lo chiede ci renderà sicuramente meno interessanti perché alla fine non avremmo nient’altro da offrirgli se non quello che ha già.
Anita D'asaro
20 ottobre 2015

