Moto Perpetuo
Un movimento senza fine, continuo, costante, inarrestabile! Il moto perpetuo sembra essere la sensazione paradossale che, più di altre, si percepisce in questo periodo, che continua a essere pandemico. Lo stile di vita di ognuno da un anno a questa parte è cambiato, la libertà di movimento è condizionata dalla valutazione della necessità dello spostamento, tant’è che qualunque slancio, dettato da un desiderio, il più delle volte è inibito dall’istinto di conservazione, che suggerisce di rimandare o di desistere. Più si rimane fermi, però, più, paradossalmente, ci si sente in un movimento perpetuo, come se non ci fosse un intervallo tra un giorno e un altro, come se si fosse sempre in attività. Perché? Molto probabilmente è la mente che non si ferma, sono i pensieri che non trovano argine per placare il loro incalzare continuo.
Ogni decisione è accompagnata da un ventaglio di infinite pieghe di possibili alternative, che obbligano alla scelta più opportuna, ma di difficile discernimento. È come se l’attività cerebrale avesse sostituito quella fisica. La sospensione del pensare perpetuo è impossibile, ma è possibile orientare il pensiero altrove, spostando l’attenzione da ciò che non c’è a ciò che c’è. È come trovarsi su una strada non più percorribile e per proseguire il viaggio è necessario cercarne un’altra, da costruire e da inventare. Wisława Szymborska nella sua poesia ‘È una gran fortuna’ quasi suggerisce:
“…….Conoscere altri mondi,
non fosse che per un confronto
Elevarsi al di sopra del corpo
che non sa fare nulla così bene
come limitare
e creare difficoltà.
Nell’interesse della ricerca,
chiarezza della visione
e di conclusioni definitive,
trascendere il tempo
dove ogni cosa corre e turbina………….”
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta
www.sirasebastianelli.i

