LA STRAVAGANTE VITA DEL DUCA FULCO DI VERDURA

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Fulco Santostefano della Cerda Duca di Verdura, marchese Murata la Cerda, un nome ben reale anche se appare perfettamente adattato al mondo di Alice, nasce a Palermo a Villa Niscemi. La famiglia è una delle più importanti dell’ aristocrazia siciliana. Suo padre, fedele all’abitudine siciliana di sperperare tutto il patrimonio, si stava vendendo ville e palazzi. Infatti su uno dei palazzi della Verdura a Bagheria, qualcuno aveva scritto sulle mura: “I Duchi e Marchesi sono partiti sono  rimasti solo i …Conti”.

Fulco di Verdura adorava Villa Niscemi, la casa di sua madre, dove ha trascorso tutta la sua infanzia, con sua nonna e le sue cugine. La nonna, nobilissima e dai tanti cognomi, udendo gli amici dei  ragazzi presentarsi con un solo cognome, chiedeva sempre: “Ma tutti questi amici vostri, calciatori sono?”
L’originale natura del parco della villa con la sua fauna in pietra, rimarranno impressi nella sua fantasia insieme agli splendidi mosaici della Cappella Palatina. Esiste infatti uno stretto legame fra l’infanzia di Fulco e la creazione dei suoi gioielli: reminiscenze e ricordi di oggetti bizzarri, personaggi stravaganti, animali mitologici che lui, con sottile ironia, trasformerà in meravigliosi gioielli. Con ambra e smeraldi, pietre dure e rubini ha creato capolavori di inestimabile valore ed è stato l’espressione di una società in fermento sempre più in cerca di emozioni e nuovi stimoli. Spregiudicato nel saper coniugare modernismo e tradizione, ha saputo dare forma a quell’ansia di nuovo che ha segnato il periodo successivo alla prima guerra mondiale. Quando il padre morì, lasciandolo senza un soldo, dette un Ballo stupendo di cui si parla ancora oggi, e poi, con una valigia di cartone si trasferì a Parigi. A pranzo dal Duca di Westminster conobbe Coco Chanel, la quale letteralmente impazzi per quest’estroso geniale Duca siciliano. Coco Chanel  gli affidò di disegnare tutta la sua collezione di gioielli e anche la bigiotteria.  Fulco di Verdura rimarrà a Parigi con Coco Chanel diversi anni. Sono i famosi anni trenta, dove la fantasia impera, infatti ad una principessa confezionerà una tiara di diamanti come un copricapo indiano, con lunghe penne colorate!
Fugge poi a  Hollywood, da un gioielliere miliardario e tutte le attrici americane impazziscono per le sue creazioni. Greta Garbo si fa confezionare cornucopie preziose, piene di perle e di ametiste. La Duchessa di Windsor, per non essere da meno, vuole grandi animali rinascimentali, con pietre preziose incastonate. A Hollywood Fulco di Verdura  ha creato, capolavori intrisi da quell’inconfondibile opulenza siciliana e dai colori forti del Mediterraneo.
A Hollywood pensava continuamente alla sua Palermo, una città che piano piano si stava disgregando, i suoi palazzi non esistevano più. Non c’era più nulla della sua infanzia. Fulco di Verdura, come tutti i siciliani non faceva che pensare alla morte. Gli ritornava in mente il cimitero di Sant’Orsola, dove si trova la cappella dei Duchi della Verdura,  pensava al cortile di pietra serena, agli alberi lussureggianti. Detestava le palme della California. Si trasferì a Londra per  i suoi teatri e per scrivere un libro di ricordi.
Una mattina fu investito da un taxi, davanti a casa sua e si dice che mentre il poliziotto scriveva sul verbale: “Dell’apparente età di circa 77 anni”, lui si riscosse, aprì gli occhi e sospirò: “68, non 77  anni!” Un’ultima civettuola bugia. Le sue ceneri furono portate al cimitero di Sant’Orsola, ma anche lì sorse un equivoco. I guardiani quando un amico inglese portò l’urna al cimitero chiesero: “Cos’è?” Fu risposto “Ashes” (ceneri in inglese) e gli sprovveduti guardiani chiamarono la polizia perche pensavano che fosse hashish!

Ascania Baldasseroni
27 maggio 2014

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