LE DONNE E IL LAVORO

Scritto da Anita D'Asaro il . Pubblicato in ATTUALITA'.

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Sono cresciuta pensando di studiare e nel lavoro ho sempre trovato la mia realizzazione. Ho cominciato subito, appena laureata perché allora chi era ritenuto meritevole il lavoro lo trovava. Certo si lavorava molto, spesso non c’era il sabato e a volte neanche la domenica e si afferrava l’occasione di qualche contratto durante l’estate quando quelli più anziani erano in ferie. Ma per me non era un sacrificio perche mi piaceva quello che facevo. Mi sono sposata ma ho aspettato a lungo prima di avere figli perché avevo non volevo stare a casa a fare la moglie.

 E quando è arrivata mia figlia, ho scoperto che ce la potevo fare. Sono stata anche fortunata perché ho avuto l’aiuto di mia madre e di mia suocera soprattutto nei primi anni. Allora c’era posto negli asili che facevano anche orari più lunghi per mamme lavoratrici e poi ha funzionato molto una grande rete di aiuto tra mamme che, a turno, prendevano tre , quattro bambine a scuola e le facevano stare insieme il pomeriggio. Sensi di colpa? Tanti ma sempre meno perché ero una mamma soddisfatta e felice di stare con mia figlia per tutto il tempo possibile. E poi quel lavoro per me significava l’indipendenza, un concetto che è stato basilare nella mia filosofia di vita. Conosco molte altre donne che hanno fatto come me e anche di più impegnandosi in lavori onerosi come orari e responsabilità e facendo due o tre figli. Credo che ormai sia finita l’epoca in cui dallo studio al lavoro le donne sono relegate a settori minori, sempre più spesso occupano posti da ‘tecnico’, diventano avvocati, general manager, amministratori delegati o entrano in politica. Mi hanno colpito molto le parole di Hillary Clinton la sera della sua nomination con un’apparizione a sorpresa, in diretta da New York, in cui in compagnia di un gruppo di giovani ragazze, ha dato questo messaggio : «Io forse diventerò la prima presidente degli Stati Uniti, ma una di voi sarà la prossima».

Anita D'Asaro 30 agosto 2016