INTERNET E' DEMOCRATICO?

Scritto da Beatrice Viola il . Pubblicato in ATTUALITA'.

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Negli ultimi cinquanta anni le principali innovazioni che hanno cambiato il nostro modo di vivere arrivano sicuramente dal mondo tecnologico. Prima è arrivato il telefono, poi la radio e la televisione, i cellulari e negli ultimi anni in un modo assolutamente entrante si è diffuso con estrema rapidità è: Internet. Tutti hanno cambiato la vita delle persone ma nessuno come internet ha rivoluzionato il linguaggio e dato corpo al fenomeno chiamato globalizzazione che ha consentito a tutti di potersi affacciare nel mondo. Da molti amato e da pochi odiato, emozionante ma nello stesso tempo arido, utile mezzo di comunicazione e inutile perdita di tempo, immediato supporto per tutti nel lavoro, nelle ricerche e nuovo mezzo di distrazione. Internet, questa complessa e curiosa entità, dalle mille sfaccettature questa strana creatura, fa parlare di se da chiunque a qualunque età.

Una fotografia degli ultimi sette anni quelli che forse separano la “prima rivoluzione digitale” dalla nuova rete 2.0 le email inviate quotidianamente sono cresciute in maniera esponenziale da 31 miliardi a 183 miliardi, i video caricati su YouTube erano 11.500  ore al giorno sette anni fa, ora invece ogni giorni YouTube accoglie 144.000 ore di filmati. I tweet nel 2007 erano 5000 al giorno oggi sono oltre 500 milioni di “cinguetti” al giorno. I dati sono di Internet Live Stats, The Radicati Group, You Tube Trends, ordinati in un’analisi di Thomson Reuters. Facebook e Twitter sono stati, e continuano a essere, uno strumento utile in mano a tutti i cittadini che vogliono denunciare al mondo le nefandezze dei propri governi, organizzare proteste. Paesi come Cina, Russia, Turchia dimostrano esattamente il contrario, ovvero come gli stessi governi possano trovare proprio nel web un fedele alleato nella repressione. L’allarme viene dal doppio volto della rete e dal fatto che nell’informazione come nel cibo l’eccesso può avere delle conseguenze drammatiche.
Molteplici i problemi che ha creato dalla protezione dei diritti d’autore alla problematica legata alla mancanza di privacy soprattutto in seguito allo straordinario sviluppo dei social network, proprio nei giorni passati abbiamo avuto una piccola conquista,  la Corte di Giustizia europea si è spinta fino a sostenere il diritto all’oblio dei cittadini sul web, ovvero: ”Imporre ai motori di ricerca come Google di non segnalare articoli o fonti che riportano dati ‘vecchi o irrilevanti’ - commenta l’avvocato Lorenzo Di Giacomo. "Finalmente - continua Di Giacomo - i cittadini potranno esercitare i propri diritti anche sui motori di ricerca”.
Online fioccano le opinioni, ci si chiede chi deciderà cosa è considerato  “irrelevante”  e cosa no. "Comunque - continua l’avvocato Di Giacomo - la svolta è epocale, da circa una settimana mezzo miliardo di europei potrà chiedere a Google di non mostrare più un certo link, e in California a Mountain View ne dovranno obbligatoriamente tener conto”.

Beatrice Viola
21 maggio 2014