ANDIAMO IN CAMPAGNA A VENDEMMIARE

Scritto da Anita D'Asaro il . Pubblicato in ATTUALITA'.

0
0
0
s2sdefault

Andiamo in campagna a vendemmiare, ci sentiremo più giovani. Una bella passeggiata in campagna a settembre oltre ad essere salutare per la forma fisica, è anche utile alla mente. Soltanto il fatto di avere lo sguardo che spazia su un orizzonte ampio che in città, chiusi in casa o in ufficio, non vediamo mai dà una piacevole sensazione di libertà. Partecipare poi alla vendemmia anche soltanto per qualche ora , perché vendemmiare in realtà è molto faticoso, è una esperienza non soltanto fisica ma anche ‘spirituale’.

Il primo passo è un abbigliamento congruo che prevede abiti e scarpe vecchi e comodi, guanti di gomma e un paio di forbici da vendemmia.
Ci si mette lungo un filare insieme agli altri, ognuno con la sua cesta. Il lavoro richiede concentrazione, soprattutto per chi viene dalla città; bisogna scegliere dove tagliare, controllare che il grappolo sia sano ed eliminare le parti ‘malate’. Dopo poco cominciano le prime chiacchiere tra vicini. Ci sono persone diverse per cultura, esperienze ed età. Oltre agli agricoltori più esperti che generalmente sono del posto, si aggiungono giovani, studenti e donne e uomini anche di una certa età. Già perchè la vendemmia si può fare anche a settanta anni e oltre. Brunetto, il più esperto, ne ha quasi ottanta ed è lui che dà i tempi. Perché bisogna anche essere veloci a riempire le ceste che poi vengono raccolte sul rimorchio del trattore. Quando il trattore arriva in cantina, inizia un’altra fase che è la cernita dell’uva buona; poi i grappoli vengono passati nella ‘pigiaderaspatrice’ che serve a rompere i chicchi e a dividerli dai raspi. Un nastro trasportatore porta i chicchi in grandi tini di acciaio dove avviene la fermentazione.
Quell’odore forte di mosto è quasi inebriante soprattutto per i neofiti. Ma che emozione il giorno dopo poter salire in cima ad un tino e vedere le vinacce annaffiate da un grande getto di mosto rosso che viene pompato dal fondo del tino! Poi c’è l’assaggio. All’inizio il mosto è dolcissimo e a me che avevo contribuito a raccogliere anche poche ceste di grappoli, sembra quasi un nettare! Certo il lavoro poi sarà lungo prima di arrivare al vino. Montaggi, rimontaggi, delestage e travasi si susseguono fino a gennaio mese da cui comincia l’invecchiamento. Poi ci sarà la scelta della bottiglia, dell’etichetta fino ad arrivare finalmente sullo scaffale di una enoteca o di un supermercato.

Anita D' Asaro
29 settembre 2015