IL MIO CANE MI TIENE IL MUSO
Sono andata in vacanza quattro giorni. Non un mese e nemmeno una settimana, semplicemente solo quattro giorni. Ho lasciato la nostra cagnolina Kia a mia figlia che stava al mare in una casa con giardino. Tutte e due si amano moltissimo, da sempre. Quando sono tornata a casa l’ho subito chiamata aspettandomi la solita scena di mugolii, scodinzolare di coda, salti per avere carezze e invece… niente ! Mi ha guardato e se ne è andata via come se non esistessi! E il broncio è anche durato a lungo. Ho dovuto risalire la china piano piano, usando anche i migliori biscotti che avevo disponibili a casa: ciambelline al vino che fuori sono ricoperte di zucchero. Sono passate almeno ventiquattro ore prima che Kia ritornasse la solita, affettuosissima cagnolina di sempre.
Ho letto che siamo noi umani che attribuiamo agli animali i nostri sentimenti e, per curiosità , ho chiesto informazioni a Francesco Serra, Istruttore cinofilo Inpetra (International Pet Trainer Association) e consulente comportamentale.
Francesco, c’è una spiegazione al comportamento del mio cane?
“Sì una spiegazione c’è. Alla base dell'interazione uomo-animale, in città soprattutto, come tutti sappiamo, tra le altre c'è la grande propensione epimeletica umana, cioè la voglia ed il piacere di prendersi cura di qualcuno e vorrei ricordare che, tra i mammiferi, i primati sono quelli che più di tutti hanno esasperato il legame di dipendenza dei cuccioli ai genitori. Molti proprietari si prendono "troppo" cura del loro compagno a quattrozampe, come fosse un cucciolo umano...cosa che non è. Il cane dal canto suo è come una grossa spugna ‘emozionale’, in grado di assorbire le energie positive e negative di tutti i membri della famiglia. Apprensione, paura, nervoso, senso di colpa, ecc… sono tutti visibili nel cane di famiglia come fosse uno specchio delle nostre emozioni. Sottolineo apprensione e senso di colpa perché sono questi gli stati d'animo del proprietario che parte e torna a casa e che fanno poi scaturire l'atteggiamento del cane, principalmente indifferente”.
E per evitare tutto ciò cosa possiamo fare?
“Prima di tutto cercare di abituare serenamente e gradualmente il cane a passare un po’ di tempo in autonomia, questo per aiutare le fasi del distacco fin da cucciolo. Poi cercare di trasmettere meno apprensione e nervosismo possibile nello specifico nei momenti del distacco e del rientro in casa. Il cane è un animale sociale, spesso più di tanti uomini...ha bisogno di fare attività di branco seguendo una guida sicura e coerente che possa farlo rilassare e divertire”.
Ma allora la ‘colpa’ è sempre solo dei padroni?
“No, ci sono cani che hanno problemi che possono essere anche genetici o caratteristiche individuali particolari che li inducono a comportamenti non facilmente gestibili”.
Anita D'Asaro
21 luglio 2015