65 PER RICOMINCIARE: INTERVISTA A ANNA FENDI

Scritto da Anita D'Asaro il . Pubblicato in ATTUALITA'.

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Quale è il segreto del tuo entusiasmo?
Personalmente non mi sono mai fermata, non dico l’età per civetteria, sono mamma, nonna e nonna B. Sono nata con l'entusiasmo e una naturale creatività. Ritengo sia un dono e chi ha la fortuna di averlo lo porta dentro tutta la vita e spesso lo trasmette.  L'entusiasmo ti fa sperare di vivere il più a lungo possibile, con l’impegno di restare giovane.

Raccontaci come ad un certo punto è cambiata la tua vita
"Nel 2000 al momento della cessione di Fendi a LVMH , dopo che per una vita sono stata responsabile dell'ufficio stile di Fendi, ho voluto ricominciare da capo inventandomi un nuovo lavoro. Avevamo una struttura di famiglia sul lungotevere, residenza storica di grande fascino del 1911 di Armando  Brasini. L'ho completamente restaurata e con grande rispetto ho voluto conservare una residenza di charme.

Oggi Villa Laetitia mantiene l'intimità di una casa con l'efficienza dei servizi. Come sostiene una mia cara amica, Emma Bonino, ho salvato una bella struttura facendone omaggio soprattutto alla città di Roma. E per mantenere la tradizione familiare oggi la residenza è gestita da mio nipote Giulio Cesare Delettrez Fendi che ne è l'amministratore delegato. All’interno abbiamo dato vita ad  un ristorante stellato e nel giardino e nelle nostre sale svolgiamo attività culturali,  tra cui ha avuto molto successo un ciclo di  conferenze d’arte tenute da Claudio  Strinati e dal Prof. Alberto Panza, eventi sociali e privati di grande rilevanza, e feste da ballo.
Da settembre un’altra iniziativa: i miei giovani nipoti lanceranno il nostro happy hour....

Ma non è finita qui...
No. Ho voluto creare un'altra eccellenza, una collezione con una selezione di diciotto vini scelti con esperti del settore in tutta Italia, dal Piemonte alla Sicilia, visitando personalmente piccole e grandi cantine e selezionando i loro prodotti che da un anno portano anche la mia firma. Penso che si può creare lo stile anche con una bottiglia di vino. Ho capito grazie a questo nuovo lavoro che la moda e il vino hanno la stessa matrice: eleganza, creatività, passione e metodo.
Un’altra  cosa bella che ho scoperto è la campagna italiana, straordinaria così come le persone che ogni giorno se ne prendono cura impegnandosi con sacrificio.

Rimpianti?
No, sento il marchio Fendi come una creatura che mi appartiene moralmente e di cui vado sempre molto orgogliosa, soprattutto per come è stata traghettata e condotta da Monsieur Arnault e i suoi collaboratori in tutto il mondo. Oggi quando viaggio e vedo spazi Fendi a New York, Parigi, Londra, Shangai, Singapore e in tante altre città, mi sento orgogliosa e ringrazio sempre i fondatori e cioè mio padre Edoardo e mia madre Adele così come le mie  4  sorelle, il grande maestro Karl Lagerfeld, le mie figlie, tutti i giovani della famiglia e i collaboratori che hanno lavorato con tanta condivisione e affetto.

Anita D'Asaro
30 aprile 2014