IL NONNO POWER
Leggo che la Toyota, nota azienda giapponese che produce automobili, ha deciso di dare gli aumenti di stipendio in base alla qualità del lavoro e non in base all’anzianità. Concetto nuovo ma giusto. Contemporaneamente ha deciso però di richiamare, su base volontaria, i pensionati over 60 particolarmente qualificati, in grado di trasmettere know-how ai più giovani. Trovo questo concetto ancora più giusto perché spezza una lancia contro questo presunto ‘conflitto’ tra giovani e anziani che è sbagliato e controproducente. Mi sembrerebbe un enorme spreco buttare via l’esperienza e il know how di generazioni di pensionati tra i 60 – 65 anni che invece possono insegnare ai giovani tante cose; certamente con contratti diversi, part time, da coach.
Quale società si può permettere il lusso di buttare al vento tanta conoscenza ed esperienza?
Guardando i dati dell’Istat, elaborati da un ricercatore dell’Università Roma la Sapienza, si scopre che i pensionati oltre i 60 anni - che tra il 2007 e il 2012 continuano a lavorare - sono aumentati di 556mila unità arrivando a quota 1,9776.810. I 556mila sono così suddivisi: 241mila (+12,6%) di età compresa tra i 60 e i 64 anni e 315mila ultrasessantacinquenni (+3%). Nonostante questo incremento, il tasso di occupazione italiano resta basso per queste fasce di età: 42,7% contro il 59,8% dell’Inghilterra, il 60,8% dei Paesi Bassi, il 63,5% della Germania.
E in America , la patria del cosiddetto ‘giovanilismo’ cosa succede? Federico Rampini su Repubblica del 26 febbraio titola ‘Nonne for President’ un bell’articolo che parte dalla candidatura di Hillary Clinton per fare una breve analisi della società americana che lavora anche da ‘over’.
Dice Rampini che dai tempi di Ronald Reagan, che fu eletto presidente al suo secondo mandato all’età di 74 anni, l’America è cambiata in una direzione più favorevole alle Pantere Grigie. E sottolinea come, negli Stati Uniti, non esiste una lettura della crisi che veda i giovani come vittime di una società ‘ingessata e gerontocratica’. Lì, infatti, gli anziani lavorano sempre più a lungo: l’età pensionabile è infatti slittata dai 67 ai 70 anni.
E il Nonno Power potrà rivelarsi decisivo nel voto del novembre 2016 per la corsa alla Casa Bianca!
Anita D'Asaro
10 marzo 2015