LAVORARE A 78 ANNI: IL PARRUCCHIERE DEI PRESIDENTI
Il nuovo regime pensionistico introdotto in Italia nel 2013 con l’adeguamento di tutte le età pensionabili alla speranza di vita, ha fatto sì che i lavoratori potessero scegliere di restare in attività fino ai 70 anni e tre mesi senza essere licenziati e, in prospettiva questa soglia verrà spostata ancora ai 75 anni di età. Naturalmente c’è poi la nutrita schiera dei lavoratori autonomi che sempre più scelgono di continuare il lavoro anche fino a 80 anni. Domenico Lotorto, nato a Paola (CS) settantotto anni fa, parrucchiere da uomo, come lui stesso si definisce, è apparso su tutti giornali. Signore di bell’aspetto, giovanile ed elegante, il suo storico negozio in Via dei Serpenti a Roma ha visto passare attori, protagonisti della mondanità romana, internazionale e capi di Stato.
Nessuno si è sottratto, da Ciampi a Napolitano fino a Mattarella che lo ha chiamato dopo l’insediamento al Colle per un’ aggiustatina.
“Vengo a lavorare alle 8 di mattina e vado via alle 8 di sera con una breve pausa, di circa un quarto d’ora per un pasto veloce” - mi dice - “dal lunedì al sabato. Ho cominciato all’età di sei anni, con un piccolo apprendistato. Per non farmi stare in mezzo alla strada mio padre mi ha portato dal suo barbiere dove facevo il ragazzino-spazzola. Quando il principale finiva il suo lavoro, io andavo a spazzolare il cliente e così guadagnavo una mancettina. Poi, piano piano ho cominciato a insaponare e a fare la barba e verso i 15 anni già tagliavo i capelli. Verso i 18 anni sono venuto a Roma in un negozio a Piazza Bologna, poi a Piazza Istria e da lì nel 1962 sono venuto a Via dei Serpenti. Avevo 25 anni, qui la clientela era importante e non aveva molta fiducia in un giovane. Poi con il passaparola… sa se uno fa bene, viene bene! Io non lavoro e basta ma cerco di conquistare il cliente, bisogna parlare poco e mirato. A Napoli dicono: chiacchiere e tabacchiere di legno, il Banco di Napoli non l’impegna”. Sposato, senza figli con una moglie ora in pensione che era medico anestesista in un ospedale. Anche lei però non si è arresa: lavora nel privato e si è anche iscritta a un corso di medicina estetica.
Ma torniamo al signor Domenico. “Non le è mai venuta voglia di smettere?” “No - risponde lui - senza far niente non so stare, lavorare mi tiene vivo e parlare con tanta bella gente che incontro per il mio lavoro mi arricchisce”.
“E quando pensa di andare in pensione?” “Quando capisco che non sono più utile e non rendo al meglio”.
Anita D'Asaro
17 febbraio 2015