65 PER LAVORARE

Scritto da Anita D'Asaro il . Pubblicato in ATTUALITA'.

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Nel documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) intitolato ‘Strategia e piano d’azione per l’invecchiamento sano in Europa 2012 – 2020’ si propone la prima strategia europea che riunisce gli elementi relativi all’invecchiamento del programma di lavoro dell’Ufficio Regionale Europeo dell’OMS in un insieme coerente, presentandoli sotto forma di quattro aree strategiche d’azione e cinque interventi prioritari, oltre a tre interventi di supporto. Queste aree prioritarie includono tra gli altri, interventi per aiutare le persone a restare attive il più a lungo possibile, anche nel mercato del lavoro.

E’ proprio così, restare attivi, lavorare ci aiuta a vivere meglio. Certo il lavoro non sarà quello di prima ma avere un impegno, socializzare e non restare isolati sono molto importanti dopo una certa età. Parlo con Mario, giornalaio ingegnere che, durante il periodo di Natale, trovo quasi tutti i giorni presente nel suo negozio.
“Ma lei lavora sempre?” - chiedo incuriosita. “Si - mi risponde – gli unici giorni che non lavoro sono quattro: il 25 e il 26 dicembre, il 1° gennaio e il giorno di ferragosto”. A questo punto mi permetto di chiedergli l’età: 73 anni! Provo a indagare se quello era stato sempre il suo lavoro ma mi risponde di no, che tante volte ha cambiato e ricominciato.
“A 12 anni frequentavo l’officina meccanica di mio padre che produceva i primi forni che poi venivano messi sui fornelli a gas; poi gli studi e una laurea in ingegneria. Per qualche anno ho fatto il professore a scuola dove ho insegnato matematica e materie collegate all’elettrotecnica. Ma l’insegnamento non era per me e così ho deciso di trasferirmi in una piccola campagna dove ho fatto per un po’ il coltivatore diretto. Dopo qualche anno sono tornato a lavorare nella vecchia officina paterna almeno fino a quando la grande industria ha cominciato ha produrre le nuove cucine e i nostri vecchi forni non si vendevano più. Nel frattempo avevo conosciuto un’infermiera che poi è diventata mia moglie e con lei ho aperto prima un negozio di oggettistica e poi questa edicola. Ora che lei non c’è più la gestisco da solo. Ho sempre ‘ricominciato’ per scelta e per fare un lavoro che mi lasciasse del tempo libero. Volevo tempo per me. L’anno scorso ho cercato di vendere ma per fortuna ho trovato la persona sbagliata”. “Come per fortuna? - chiedo io – “In realtà - risponde Mario - per ora preferisco lavorare. A parte la pensione che è poca, il mio lavoro è gratificante e socializzante. Il giornalaio è un po’ come il prete, ha la funzione di parlare con la gente che spesso ha bisogno di confidarsi anche se con un estraneo”.

Anita D’Asaro
20 gennaio 2015